Reti segnate sempre dopo il 60' e una clamorosa scoperta tattica per le fasce rossonere: ecco cosa ci lascia il pareggio all'Olimpico
Lazio-Milan 2-2: Top e Flop rossoneri, le pagelle della partita dell'Olimpico
Lazio-Milan 2-2: il Diavolo di Ruben Amorim riesce a recuperare due gol nella ripresa con un tempo davvero travolgente. La prima frazione dei rossoneri era stata decisamente negativa. Ecco quanto è successo!
1. La partita in breve
Un tempo per parte e una partita finita in parità: Lazio e Milan si dividono la posta in palio. I rossoneri sono stati bravi, dopo un primo tempo horror, a rimontare le due reti di svantaggio.2. Formazioni e cambiamenti tattici
Nel nostro prepartita avevamo, visti anche i numerosi assenti in casa Lazio, preventivato un possibile 11 iniziale. La previsione si è rivelata corretta per 10/11, eccezion fatta per Doekhi, che si è accomodato in panchina: al suo posto ha giocato Sutalo, appena arrivato dall’Ajax.
Le formazioni ufficiali:LAZIO (4-3-3): Mandas; Floriani, Sutalo, Provstgaard, Tavares; Frattesi, Belahyane, Taylor; Cancellieri, Noslin, Zaccagni.
Nella ripresa sono entrati prima Pinamonti e Isaksen per Noslin e Cancellieri, poi sono usciti Floriani, Sutalo e Taylor per Lazzari, Leite e Gudmundsson. L’islandese ha assunto una posizione insolita di centrocampista centrale, invece delle posizioni ricoperte in passato, come l’esterno o il trequartista.
In tutti i cambi, però, il tecnico calabrese non ha mai modificato il proprio modulo e tutti i calciatori, ad eccezione appunto dell’islandese, sono entrati nel loro ruolo naturale.
MILAN (3-4-2-1): Maignan; Gila, De Winter, Pavlovic; Chukwueze, Modric, Rabiot, Estupiñán; Loftus-Cheek, Cisse; Gonçalo Ramos.
Dopo un primo tempo insufficiente sono entrati al 46’ Moreira, Musah e Pulisic per Estupiñán, Loftus-Cheek e Modric. Nel finale hanno fatto il loro esordio stagionale Hutchinson e Camarda, rispettivamente per Cisse e Gonçalo Ramos.
Anche Amorim ha cambiato ruolo per ruolo. Da segnalare però la regia del gioco gestita molto da Musah e la posizione di Rabiot, che ha giocato da mezzala come la scorsa stagione e non da trequartista, come schierato nelle prime gare di questo campionato.
3. Come ha giocato la Lazio
L’11 di mister Gattuso ha giocato due partite in una.Nel primo tempo ha dominato il gioco grazie agli inserimenti in profondità degli interpreti offensivi, alle sovrapposizioni sulle corsie laterali, ai cross insidiosi, alla cattiveria nei contrasti e alla capacità di riconquistare rapidamente il possesso. Non è un caso che il primo tempo sia finito 2-0 per la Lazio, che ha avuto la possibilità di segnare anche di più se non fosse stato per le parate di Maignan.
Nel secondo tempo, invece, complice forse un atteggiamento quasi dimesso e la presunzione di avere già i tre punti in tasca, i biancocelesti sono parsi meno cattivi e meno pericolosi in avanti, diminuendo la pressione sull’impostazione rossonera e abbassando notevolmente il baricentro.
4. Come ha giocato il Milan
Anche per il Milan possiamo dire quanto citato per la Lazio: i rossoneri hanno giocato due partite in una. Un primo tempo disastroso e una seconda frazione spumeggiante.I primi 45 minuti hanno visto i padroni di casa nettamente superiori nel gioco, capaci di attaccare i punti deboli del Milan. Le posizioni di Nuno Tavares e Floriani hanno messo in difficoltà la retroguardia di Amorim, creando incomprensioni su chi fosse l’uomo incaricato di uscire e se fosse necessario cambiare marcatura al momento della sovrapposizione.
Dopo tre sostituzioni, la ripresa ha cambiato completamente copione e, grazie alle solite giocate che sono ormai un marchio di fabbrica rossonero, la partita è stata portata sul 2-2.
5. Dove la Lazio ha fatto male
I padroni di casa hanno colpito dove il Milan soffre di più: il ritardo nelle marcature sui cross, le sovrapposizioni e la difficoltà nel marcare gli inserimenti delle mezzali. Non è un caso se entrambi i gol siano arrivati da un cross dalla sinistra che ha trovato al centro prima Cancellieri e poi Noslin, abili ad anticipare Estupiñán.Per tutto l’arco della prima frazione, i difensori rossoneri hanno faticato a contenere le corsie esterne, consentendo ai biancocelesti di creare occasioni nitide.
6. Dove il Milan ha colpito
Il Milan ha fatto male sfruttando il suo marchio di fabbrica: cross dalla sinistra per l’esterno opposto.Inoltre, i rossoneri hanno saputo sfruttare l’ingresso in campo di calciatori con fame e voglia di vincere. Pulisic, finalmente, ha fatto il suo esordio in campionato e la sua posizione in campo ha creato diversi problemi alla retroguardia biancoceleste, risultando difficile da marcare. Da notare anche i vari palloni in area avversaria toccati da Pavlovic che, ogni volta che si proponeva in avanti, riusciva sempre a creare pericoli.
7. I duelli chiave: chi li ha vinti?
Nella nostra analisi prima della partita avevamo indicato come possibile chiave tattica le corsie esterne, i potenziali lanci di Maignan sugli esterni per sfruttare la pressione alta della Lazio e gli eventuali inserimenti dei difensori rossoneri, non sempre ben marcati dai padroni di casa. Sicuramente la partita è stata giocata sulle fasce: entrambe le reti delle squadre sono arrivate da cross al centro.Purtroppo non abbiamo visto tante giocate in verticale del portiere francese numero 16 verso le corsie esterne e, contrariamente a quanto pronosticato, gli inserimenti provati dal Milan sono stati ben coperti dalla retroguardia laziale, eccezion fatta per alcune incornate di Pavlovic, che offensivamente si dimostra sempre una gatta da pelare.
8. La chiave tattica: confermata o smentita?
Tra le chiavi tattiche difensive avevo indicato come la Lazio avrebbe potuto colpire sulle corsie esterne e come, se il Milan fosse riuscito ad arginarle e, al contempo, a compattarsi centralmente, i padroni di casa avrebbero faticato.Ecco, il Milan ha sofferto entrambe queste situazioni nel primo tempo: i biancocelesti hanno creato pericoli, sono prima andati in vantaggio, poi hanno raddoppiato e sfiorato anche la rete del 3-0. Offensivamente indicavo invece che il gioco corto, alternato alla ricerca della profondità, avrebbe potuto creare occasioni, così come gli inserimenti dei giocatori, non sempre ben coperti.
Anche in questo caso mi sento di dire che la chiave tattica è stata rispettata, almeno in parte. Se gli inserimenti sono stati ben coperti dalla Lazio, il gioco corto alternato alla ricerca della profondità, soprattutto nel secondo tempo, ha creato diversi problemi alla squadra di Gattuso. Il Milan è stato bravo ad alternare le due situazioni, mantenendo il possesso e facendo girare velocemente il pallone quando non vi erano spazi, oppure cercando la profondità in contropiede quando veniva recuperato il possesso o si creava una situazione di superiorità numerica.
9. Le 3 cose da osservare: cosa abbiamo visto?
- 1. La bravura dei centrali della Lazio nel non far girare l’attaccante rossonero: una situazione dimostratasi molto interessante da vedere. Gonçalo Ramos ha avuto poche volte la possibilità di girarsi ed è stato quasi sempre costretto a proteggere il pallone o a cercare la sponda per un compagno.
- 2. Il movimento senza palla delle mezzali di Gattuso: Frattesi e Taylor sono stati sempre in movimento: a destra, a sinistra, abbassandosi per chiedere palla e attaccando l’area per creare pericoli. Due vere spine nel fianco, difficili da leggere per la difesa rossonera.
- 3. Le giocate verticali del Milan: il Milan ha cercato in alcune situazioni la palla verticale, sfruttando i movimenti dei trequartisti o della punta. Situazioni che, però, non hanno creato tanti pericoli.
10. Cosa ha funzionato e cosa no per il Milan
Anche in occasione della trasferta di Roma, alcuni aspetti sono da rivedere. La seconda frazione, però, è da salvare e da studiare.A non aver funzionato sono state nuovamente le marcature sbagliate sui traversoni e la facilità di inserimento degli avversari. Come già visto a Torino contro la Juventus, si sono ripresentati i problemi nel controllo palla e l’imprecisione nei passaggi. Da notare nuovamente anche la mancanza di aggressività nei contrasti e le poche idee di gioco viste nel primo tempo.
L’altro lato della medaglia, però, vede un Milan offensivo, bello, veloce e unito, autore di un secondo tempo da incorniciare. Per la quarta volta in campionato entrambe le reti rossonere sono state segnate dopo il 60’ e nuovamente propiziate dalle sostituzioni. Le giocate richieste da Ruben Amorim iniziano a intravedersi e, nonostante la strada per arrivare all’idea di gioco del tecnico portoghese sia ancora lunga, il Milan sa come attaccare e come trovare la via del gol.
Altra nota positiva è stata sicuramente la prestazione di Pulisic, entrato pimpante e dimostratosi un giocatore estremamente utile, che al Milan è mancato. Infine, voglio indicare tra le note positive anche la presenza in campo contemporaneamente di Moreira e Chukwueze, esterni prevalentemente offensivi che hanno dimostrato di saper convivere in campo e di poter aiutare la squadra in entrambe le metà campo.
11. Conclusione: cosa ci lascia questa partita
Quarta giornata, secondo big match e secondo pareggio.I 90 minuti di Roma ci lasciano tra dubbi, sicurezze e scoperte. Se da un lato abbiamo visto un primo tempo insufficiente, che ha lasciato molti dubbi, dall’altro la seconda frazione ci ha fornito sicurezze e fatto scoprire Moreira. Per la prima volta in stagione il Milan è andato sotto nel punteggio ed ero sinceramente curioso di vedere l’eventuale reazione o il contraccolpo subito.
Reazione che ha tardato ad arrivare, ma che alla fine c’è stata, anche per via dei cambi che, come già accaduto nelle prime tre partite di campionato, hanno spostato l’inerzia del match. Nota dolente sono le prestazioni di alcuni giocatori che poco convincono i tifosi. Inoltre, la preoccupazione che il primo tempo visto contro la Lazio possa ripetersi nuovamente lascia davvero molti dubbi in vista delle prossime partite.
(analisi a cura di Lorenzo Lancini – Occhio al Talento)
© RIPRODUZIONE RISERVATA