Consapevole delle difficoltà contrattuali, il Milan tiene calde cinque alternative di respiro internazionale, tutte accomunate da una filosofia di gioco offensiva e moderna:
Il ruolo strategico di Ralf Rangnick: asse con la panchina
—Nelle ultime ore ha trovato importanti conferme la posizione di Ralf Rangnick. L'esperto manager tedesco, contrariamente alle prime indiscrezioni, difficilmente siederà sulla panchina del Milan come allenatore. Cardinale e Zlatan Ibrahimović hanno studiato per lui una veste differente e di più ampio respiro aziendale.
L'ipotesi concreta è l'affidamento a Rangnick della carica di Direttore dell'Area Tecnica, con pieni poteri decisionali in sede di calciomercato. Il tedesco agirebbe come mente strategica dietro le quinte, importando a Milano il modello di scouting data-driven già espresso con successo all'interno della galassia Red Bull, lasciando il lavoro sul campo a un tecnico più giovane (come Iraola o Glasner).
Rivoluzione societaria: AD e direttore sportivo saranno stranieri
—La linea strategica imposta da RedBird esclude soluzioni nostalgiche, privilegiando un management internazionale e di stampo anglosassone. Anche la caccia al nuovo direttore sportivo e all'amministratore delegato si è spostata stabilmente all'estero.
Per il ruolo di DS, tramontate le opzioni italiane, i profili principali sul taccuino di Ibrahimović sono tre:
La stessa matrice internazionale riguarderà la successione a Giorgio Furlani nel ruolo di Amministratore Delegato. I profili valutati con attenzione da Massimo Calvelli sono legati alla scuola dirigenziale del Liverpool: in prima fila ci sono Michael Edwards, artefice del miracolo economico dei Reds, e Ian Ayre, attuale dirigente del Nashville SC in MLS ed esperto di infrastrutture globali.
Il mercato delle stelle: il piano Leão e il giallo Modrić
—La mattinata ha regalato importanti aggiornamenti anche sul futuro dei due top player più discussi della rosa rossonera, le cui situazioni si intrecciano con le esigenze di bilancio e di spogliatoio.
Sul fronte Rafael Leão, la posizione societaria è netta: di fronte a un'offerta ritenuta congrua (valutata attorno ai 50 milioni di euro), il Milan è pronto a vendere l'attaccante portoghese per fare cassa e reinvestire il budget sui titolari del nuovo assetto tattico. La volontà del calciatore è però opposta: Leão ha ribadito di voler rimanere a Milano per riscattare l'ultima opaca stagione e rilanciarsi con un nuovo modulo.
Diverso il discorso per Luka Modrić. Zlatan Ibrahimović sta spingendo con forza per convincere il fuoriclasse croato a esercitare la clausola di rinnovo per un altro anno alle stesse cifre attuali (3,5 milioni di euro netti). Sullo sfondo resta tuttavia un rischio concreto: nelle ultime ore sta maturando l'indiscrezione secondo cui il Pallone d'Oro 2018 potrebbe annunciare il definitivo ritiro dal calcio giocato subito dopo la conclusione dei Mondiali, preferendo un ruolo nello staff tecnico del Real Madrid alle ricche offerte provenienti da Arabia e Stati Uniti.
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