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4-3-3 non è solo il tridente: il Milan cambia faccia anche in difesa con alcune scelte da fare

Milan, il 4-3-3 non riguarda solo Leao e Pulisic: attenzione alla difesa
Milan, Allegri prova il 4-3-3: non solo attacco, ma difesa rivoluzionata. Cambiano equilibri e ruoli rispetto al 3-5-2
Redazione

"Se fosse solo modulo sarebbe facile". Questa è una parte della risposta di Massimiliano Allegri sul possibile cambio di modulo. Il tecnico rossonero ha parlato di questa possibilità durante la conferenza stampa alla vigilia di Milan-Udinese, match della 32^ giornata di Serie in programma domani sera alle 18:00 a 'San Siro'. Come traspare dalle parole del toscano, quando si parla di un passaggio dal 3-5-2 al 4-3-3 non si tratta solo di numeri disposti sul campo, ma soprattutto di movimenti ed equilibri non semplici da trovare.

Come raccontato nelle ultime ore, Massimiliano Allegri ha provato il 4-3-3 per la gara di domani con l'Udinese. Sarebbe una mossa 'rivoluzionaria' visto che per tutta la stagione Max è rimasto fedele al modulo con cui ha cominciato in ritiro, ovvero il 3-5-2. Un modulo come quello che si potrebbe vedere domani comporta cambi anche in difesa e non solo in attacco dove c'è l'auspicio che Leao e Pulisic possano tornare a fare ciò che sanno fare meglio.


Chi gioca al centro della difesa?

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Anche in difesa ci saranno scelte da prendere in funzione del nuovo modulo. Nel sistema a tre difensori, i centrali giocano con coperture più strette, spesso protetti da un braccetto e da un quinto che abbassa la linea. Nel passaggio a quattro, invece, ogni errore individuale pesa di più: aumenta lo spazio da coprire, cambia la gestione delle preventive e soprattutto viene richiesto un lavoro diverso in campo aperto.

Gli attuali difensori del Diavolo sono quasi sempre stati abituati a giocare con una difesa a tre e quindi il passaggio a quattro comporta rischi. Strahinja Pavlovic sta disputando una grande stagione come braccetto mancino, con la possibilità di sganciarsi in avanti. In una difesa a quattro queste discese non saranno più possibili, anzi il serbo dovrà dimostrare abilità in copertura e marcatura, con possibili attacchi a campo aperto.

De Winter e Gabbia sono forse i due centrali più indicati per le loro doti difensive in area di rigore, ma a campo aperto hanno dimostrato di fare fatica contro avversari veloci e fisici, proprio come Davis e Zaniolo. Infine arriva Fikayo Tomori, il quale ha giocato da titolare nei Milan che adottavano le difese a quattro. In rosa è forse il centrale più veloce, fondamentale in campo aperto, ma a volte pecca di attenzione e con la difesa a 4 ogni errore può costare caro. E poi c'è la possibilità che Massimiliano Allegri scelga di schierarlo come terzino destro più bloccato. Il dubbio per domani sembra essere tra lui e Athekame, ma come dichiarato in conferenza, lo svizzero è molto più offensivo e comporterebbe rischi maggiori di squilibri tra reparti.