Giorgio Furlani resta formalmente amministratore delegato del Milan, ma le nuove deleghe a Massimo Calvelli aprono la fase di transizione societaria
Milan, Furlani e le quattro regole per il direttore sportivo | VIDEO
Il Milan prosegue la ristrutturazione del proprio organigramma societario. Dopo la scelta di Rúben Amorim per la panchina e i passi avanti per Markus Krösche come direttore tecnico e Timmo Hardung e direttore sportivo, l'attenzione si sposta sull’amministratore delegato. Come rilevato dall'avvocato Felice Raimondo tramite l'analisi della nuova visura camerale su X, l'assetto attuale presenta una struttura di transizione in attesa della nomina di un CEO. Nonostante il licenziamento, Giorgio Furlani non è stato revocato dalla carica di AD, anche se i poteri sono stati formalmente conferiti a Massimo Calvelli.
Calvelli ha le deleghe. Furlani è ancora l'AD. Le ultime novità dal registro delle imprese. La nuova visura camerale mostra le deleghe conferite il 28 maggio: firma singola fino a 10 milioni, un buco scoperto fino a 100 e Furlani formalmente ancora in carica. Una struttura… pic.twitter.com/C6dhvF3ZZh
— Felix (@FeliceRaimondo) June 16, 2026
Milan, i poteri di Calvelli e la permanenza di Furlani
I documenti del registro delle imprese, aggiornati allo scorso 28 maggio, indicano che Calvelli ha ottenuto i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione, assumendo anche la rappresentanza della società verso terzi. Questa assegnazione è stata sufficiente per formalizzare la nomina del nuovo allenatore. Furlani resterà formalmente in carica per l'esercizio in corso fino all'approvazione del bilancio, prevista nell'Assemblea dei soci di fine ottobre, data in cui la proprietà ridefinirà ufficialmente l'assetto del Consiglio di Amministrazione.Il vincolo economico sui 10 milioni
Le nuove disposizioni stabiliscono che Calvelli disponga del potere di firma per operazioni fino a 10 milioni di euro. Attualmente il dirigente sta operando su attività che non superano tale soglia finanziaria. Per quanto riguarda l’imminente apertura della finestra estiva di calciomercato, qualsiasi transazione superiore ai 10 milioni richiederà l'autorizzazione diretta della proprietà, indipendentemente da chi sia in possesso della delega. Una struttura che limiterebbe le libertà di Krösche e Hardung, chiamati ad un confronto con Cardinale prima di formalizzare le offerte per i futuri obiettivi di mercato.© RIPRODUZIONE RISERVATA