Trent'anni di presidenza e 29 trionfi. Tutti bellissimi, tutti da ricordare. Ne abbiamo scelti dieci, i più belli secondo noi. Ecco quali sono.
<strong>SCUDETTO 1998/99</strong>
Dopo un biennio deludente viene ingaggiato come tecnico Alberto Zaccheroni, reduce da buone stagioni con l’Udinese, e con lui arriva a Milanello Oliver Bierhoff, capocannoniere del campionato 1997-98. Il nuovo Milan non è tra i favoriti per il campionato: oltre a Inter e Juventus sono in corsa la Lazio (con gli acquisti di Marcelo Salas e Dejan Stankovic) e il Parma di Alberto Malesani (che ingaggia Veron). Nel girone d’andata il Milan fornisce buone prestazioni (una su tutte la vittoria casalinga contro la Roma) e chiude 4° con 30 punti, dietro Fiorentina, Lazio e Parma. Nel girone di ritorno il calo dei Viola e degli emiliani consente ai rossoneri di raggiungere il 2° posto a sei turni dalla fine (grazie al 2-1 casalingo sul Parma) e la domenica successiva, col successo di Udine, si porta a un solo punto dalla Lazio, reduce dai k.o. nel derby e contro la Juventus. Una sofferta (e fortunata) vittoria contro la Sampdoria a tempo scaduto e il successo esterno contro la Juve al Delle Alpi (doppietta di George Weah) tengono in corsa il Milan, e alla penultima giornata arriva il sorpasso: grazie al netto 4-0 contro l’Empoli già retrocesso e al contemporaneo pareggio della Lazio a Firenze i biancoazzurri perdono il primato in classifica. Il 23 maggio 1999 c’è la sfida decisiva a Perugia, contro una squadra che deve vincere per non retrocedere. Dopo mezz’ora il Milan si porta sul 2-0 – reti di Guly e Bierhoff – ma il successivo rigore trasformato da Nakata rimise in discussione uno Scudetto che sembrava già vinto. Nella ripresa, col passare dei minuti, l’ansia e la paura presero il sopravvento, anche perché la Lazio stava vincendo senza problemi in casa contro un Parma che aveva la testa altrove: a circa dieci minuti un tiro al volo di Bucchi rischiò di buttare via un’intera stagione, ma Christian Abbiati – portiere ventiduenne diventato titolare al posto di Rossi nel girone di ritorno – ebbe i riflessi pronti e deviò la palla in angolo, salvando il risultato e il primato. Al triplice fischio finale ci fu l’invasione di campo: fu scongiurata una nuova fatal-Verona e fu vinto uno Scudetto che, ad inizio campionato, in pochi avevano previsto, riuscendo a rimontare 9 punti sulla Lazio. Fu il primo trofeo vinto con Paolo Maldini capitano e l’ultimo con Roberto Donadoni in rosa. Un buon successo per festeggiare i 100 anni della società.
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