Gli inviati di Pianeta Milan Stefano Bressi e William Scuotto hanno intervistato in ESCLUSIVA Oliver Kragl, centrocampista tedesco che è stato allenato da Glasner

- Milano

La redazione di Pianeta Milan ha scavato alle origini del calcio di Oliver Glasner, intervistando un calciatore che ha lavorato ai suoi ordini. Il giocatore in questione è Oliver Kragl, centrocampista classe 1990 che è stato allenato dal tecnico tedesco al Ried durante la stagione 2014/2015.

ESCLUSIVA Kragl

Nell'intervista realizzata da Stefano Bressi e William Scuotto , Kragl ha rivelato alcuni aspetti interessanti della proposta di gioco di Glasner, utili per capire quali giocatori potrebbero essere adatti ai suoi principi tattici. Ecco, di seguito, le sue parole e il video pubblicato sul canale YouTube di Pianeta Milan contenente l'intervista integrale al centrocampista tedesco.

Milan: l'intervista a Kragl, ex giocatore di Glasner

Oliver Glasner è stato il tuo allenatore nel Ried nella stagione 2014/15, ce lo racconti prima di tutto dal punto di vista personale e poi su quello tecnico tattico?
“Per me, innanzitutto, il lato umano è sempre più importante rispetto a quello tecnico. Se un giocatore ha delle difficoltà, lui ti dà sempre una mano. Può metterti sempre in campo. Anche se non stai giocando, ti tratta sempre bene e fa tutto questo con la giusta personalità. Questa è una cosa molto importante per un giocatore. Avevo il piacere di farmi allenare da lui e si vede oggi dove è arrivato. In questi anni è riuscito a compiere degli step davvero impressionanti. Glasner utilizza tantissimo il pressing: abbiamo lavorato tanto su queste cose, su uno contro due, due contro tre, tre contro quattro. Glasner è un grande mister, come si è visto sia all’Eintracht di Francoforte che al Crystal Palace”.

Siccome ha detto che l'aspetto umano è la cosa più importante, Glasner com'è? Sergente di ferro o morbido? Come gestisce lo spogliatoio?

“Lui è uno che parla anche di fatti fuori dal campo. E' una persona come siamo tutti e questa è la cosa bella, l'aspetto umano che è molto importante. L’ho avuto più di dieci anni, poi lo incontrai quattro/cinque anni fa quando allenava il Wolfsburg (squadra della mia città natale) e ho notato la stessa persona di quando mi allenava. Facemmo una passeggiata, è sempre bello vederlo".

Dopo più di dieci anni, si aspettava questa carriera di Glasner?

“Nel calcio siamo tutti bravi a dire dopo: ‘ sì, me l'aspettavo’, ma devo dire che, sinceramente, nessuno si aspettava nulla da un allenatore che stava al Reid, che è un piccolo mondo 12.000 abitanti. Lui era tanto in gamba già a quei tempi. Ha imparato molto da Jürgen Klopp. Dopo questi anni ha perfezionato tutta la sua metodologia, perché ha vinto in squadre non abituate a farlo” .

Tatticamente qualcosina ce l'ha già accennato, ha detto pressing, ma se dovesse puntare su qualche aspetto specifico in particolare? Secondo Lei su cosa batte tantissimo Glasner?

“In Italia si dice sempre di tattica, tattica, tattica. Sì, è tutto bello, ma io voglio vedere se lui viene al Milan, se davvero viene e fa il suo calcio qua in Italia, o sfonda tutti. A volte può andare male perché ovviamente dice non abbiamo fatto tanta tattica, ma ovviamente la sua tattica c'è, va a pressare a uno, pum, pum, pum (ride, ndr). Se attacchi sempre in maniera forsennata, prima o poi si può sbagliare il passaggio, che poi ti scappano dietro. Noi abbiamo giocato sempre aggredendo e questo l’ha fatto ovunque ha allenato e quindi penso che lo farà sempre. In Italia il suo gioco può essere devastante, perché la Serie A non è abituata a determinate cose. Dal punto di vista di moduli? Gioca con la difesa a tre. Lui è comunque molto variabile, perché noi giocammo con 3-4-3 o 3-5-2, ma ora non so come sta giocando. Farà giocare la squadra in base ai calciatori che avrà a disposizione. Avrà comunque le idee molto chiare. Alla fine i moduli sono solo numeri perché poi in campo tutti devono attaccare e tutti”.

Del Milan attuale, al netto del calciomercato che sarà, chi vedrebbe bene con Glasner? Che tipo di calciatori ‘vanno d’accordo’ con il tecnico austriaco

“Pulisic, ovviamente ,è devastante in ogni cosa che fa e se fa le cose che dice il mister. Al mister piacciono i giocatori alla ‘Gattuso’, ovvero quelli che pressano sempre, correndo dietro all’avversario. Fofana e Pavlovic hanno quelle caratteristiche. Glasner vuole calciatori che scattano velocissimo per attaccare e che vanno a contrasto. Se poi non recuperi la palla, il secondo che sta dietro di te la deve recuperare”.

I problemi di gestione del Milan sono ben noti a tutti, ma Glasner ha tutte le caratteristiche per sopportare tutta la pressione che ruota in una squadra top e storica come quella rossonera?

“Sì, ovviamente. Ma la cosa più grave per me è che una squadra come il Milan abbia tutti questi problemi. E' triste che arrivi a questo punto con una squadra, con una tifoseria importante come quella milanista. Tutto questo è follia. Poi non è colpa del mister se viene lì e succede qualcosa di male, per me non è colpa del mister se già dietro sono tanti casini. Prima si devono risolvere quelli. Poi un mister può lavorare tranquillo se sa che ha coperte le spalle da una società costituita con uomini dove sai che quelli a lungo vogliono lavorare per il bene del Milan e dei tifosi”.

Quale pensa siano le richieste che può aver fatto Glasner al Milan quando è stato contattato? Non parlo di mercato, parlo proprio di situazione . Secondo te quando il Milan l'ha contattato lui ha detto sì, verrei, a patto che? Proprio dal punto di vista umano?

“Dal punto vista umano è importantissimo chiarire sin da subito i diversi ruoli. Pensa se prendono il mister e non hai neanche un direttore sportivo, quindi chi fa poi il mercato? Tutte queste cose sono importanti, avere i ruoli in una posizione che ognuno fa davvero il suo lavoro e non che ognuno prova a fare il ruolo di un altro. Il professionismo, per me, è che tu prendi uno che prende la responsabilità nel suo settore di competenza e poi se va male si manda a casa”.

Glasner proprio ieri ha affermato che tutto deve essere perfetto per essere finalmente pronto per un nuovo club

“Ha detto chiaramente che se vuole una persona in un determinato settore. Così anche ognuno prende la sua responsabilità e lui può lavorare tranquillamente, perché sa che ha la spella coperte. Il Milan deve essere gestito così. Parliamoci chiaro, parliamo di Milan”.

Ma se dovesse fare un pronostico, immaginiamo che domani dovesse arrivare l'annuncio di Glasner al Milan finalmente, pensi che sia più il peso e le difficoltà che può ritrovare nel calcio italiano o quello che può dare al calcio italiano?

“Io penso che può dare perché, se fa il calcio come lo penso io, può essere devastante e in Italia non sono abituati ad un certo tipo di gioco. Poi, come ho detto prima, nel calcio siamo bravi sempre dopo”.

Come vedrebbe nel Milan il triumvirato Ibrahimovic-Rangnick-Glasner?

"Rangnick e Glasner, ovviamente, avrebbero grandissima sintonia sin da subito, anche perché parlano la stessa lingua e si possono confrontare se c'è qualcosa. Poi con Ibra, questo era il mio sogno sempre, io amo Ibrahimovic come persona, personalità, quello che dice, quello che pensa. Oggi, purtroppo, nel calcio un po' mancano queste, perché ognuno pensa al suo. A me piace Ibra, poi si vedrà che lui va d'accordo con loro, ma nel calcio se vincono dieci partite in fila vanno tutti d'accordo con tutti. Si deve vedere quando poi qualcosa andrà un po' storto, o non ancora bene e lì che escono i problemi. Lì si deve fare il gruppo per tenere sempre buono la strada giusta”.

Vorrei chiederle soltanto se considerando che il Milan gioca l'Europa League (trofeo che manca ai rossoneri). Secondo lei, Glasner può essere anche l'allenatore giusto per provare a mettere in bacheca questo trofeo?

“Sarebbe un sogno penso per tutti, Adesso che il Milan non gioca la Champions almeno vinci l'Europa League. Non stiamo parlando della Champions League, ma è sempre un titolo per un club: è sempre bello anche per i giocatori, per il mister, è bellissimo vincere un trofeo. Poi, ovviamente, deve andare anche lì tutto bene, le partite si devono sempre giocare. Lui è in gamba, spero con tutto il cuore che firmi il Milan e che faccia un grande campionato, perché il Milan è la mia squadra che io stimo in Italia. Anche perché è l’unico team a cui ho fatto gol in Serie A (ride, ndr). Stimo il Milan, stimo la tifoseria”.

I media hanno sottovalutato i trofei di Glasner? Lui è riuscito a vincere in squadre per nulla abituate ad alzare trofei.

"Eh, ma adesso se fa il passo al Milan va in una squadra ancora più grande. Glasner è andato dal Francoforte al Palace, squadre di Premier anche se non è un Liverpool o altro, ma adesso il suo prossimo step è venire in Italia in Serie A”.

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