A venti giorni dal siluramento di Allegri, il Milan ha l'accordo con il tecnico austriaco. Ma il casting di Ibra e Cardinale non è ancora chiuso: i retroscena
Perché il Milan pensa a Rangnick? Ecco qualche dettaglio
Dopo aver silurato quasi venti giorni fa Massimiliano Allegri, il Milan si trova ancora nel bel mezzo di un limbo, senza aver ancora annunciato l'allenatore che guiderà la squadra nella stagione 2026-2027. Non è una questione di immobilismo, tutt'altro: i colloqui sono stati molteplici e fitti. Gerry Cardinale, managing partner del fondo RedBird e proprietario del club rossonero, ha preso in mano le redini delle trattative conducendole in prima persona, sia in presenza sia in video-conferenza, supportato dai suoi uomini di fiducia, Zlatan Ibrahimović (spesso attivo da remoto) e Massimo Calvelli.
Oliver Glasner in pole position: le cifre e i rifiuti per il Diavolo
Dalla fitta nebbia del casting societario, finora, è emerso un candidato sopra tutti: Oliver Glasner. Il tecnico austriaco, classe 1974, vanta un palmarès internazionale di assoluto rispetto che lo rende il profilo ideale per le ambizioni continentali di RedBird. In carriera ha già dimostrato di saper vincere, conquistando l'Europa League nel 2022 con l'Eintracht Francoforte e firmando uno straordinario triplete di coppe con il Crystal Palace in Inghilterra (F.A. Cup, Community Shield 2025 e Conference League 2026). Glasner è attualmente in pole position per sedere sulla panchina del Diavolo.La serietà del corteggiamento rossonero ha spinto l'allenatore nativo di Salisburgo a compiere scelte drastiche. Per aspettare il Milan, Glasner ha già rifiutato la panchina del Feyenoord e ha messo in stand-by il Fulham, nonostante il club inglese gli garantisse uno stipendio decisamente più alto rispetto a quello pattuito con la dirigenza milanista. Tra il tecnico e il Diavolo esiste già un'intesa di massima: sul tavolo c'è un contratto biennale con scadenza fissata al 30 giugno 2028 e un ingaggio compreso tra i 3 e i 4 milioni di euro netti a stagione. Ma allora perché manca ancora l'annuncio ufficiale?
I due motivi dello stallo: il nodo direttore tecnico e l'ombra di Rangnick
A frenare una trattativa che sembrerebbe ormai in dirittura d'arrivo sono due motivi ben precisi, come ricordato anche da 'La Gazzetta dello Sport' oggi in edicola. Il primo intoppo è di natura puramente gerarchica e strutturale: Cardinale, prima di definire ufficialmente la questione legata alla panchina, vuole incastrare il tassello relativo all'assunzione del nuovo direttore tecnico. I fari sono da tempo puntati su Ralf Rangnick. Sebbene l'arrivo di Glasner non sia strettamente vincolato alla firma del manager tedesco – nonostante sia stato proprio quest'ultimo a fare il nome del connazionale alla dirigenza – in questo momento i negoziati con Rangnick stanno vivendo una fase di pericoloso ristagno.Il casting parallelo: le tre alternative che fanno sperare Ibrahimović
Il secondo motivo risiede nella volontà di RedBird di non chiudere anzitempo nessuna porta ad altri potenziali candidati al ruolo di tecnico. Mentre Glasner attende un segnale definitivo, Cardinale e i suoi collaboratori continuano a sondare sotto traccia altri profili internazionali. Sotto la lente d'ingrandimento della dirigenza ci sono in particolare tre nomi: Álvaro Arbeloa, Matthias Jaissle e Rúben Amorim.Quest'ultimo, secondo quanto riferito dalla 'rosea', è sponsorizzato da Ibrahimović, affascinato dalle idee tattiche del tecnico portoghese. Il lunghissimo 'casting' per la panchina del Milan sta ormai per giungere al suo verdetto definitivo. Glasner resta alla finestra, in attesa di quella telefonata da parte di RedBird che possa finalmente sancire la stipula del contratto. La sua posizione resta di assoluto vantaggio, ma la prudenza è d'obbligo: in casa Milan i colpi di scena dell'ultima ora non sono mai da escludere.
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