Il sindaco di Milano Giuseppe Sala torna a parlare del discusso iter di vendita di San Siro e delle aree circostanti a Milan e Inter

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Stadio San Siro AC Milan Inter

Stadio San Siro venduto a Milan e Inter: cosa ne sarà della "Scala del Calcio"?

Giuseppe Sala è tornato a parlare della vendita dello stadio San Siro e delle aree circostanti a Milan e Inter per la costruzione del nuovo impianto che prenderà vita nel 2031. Il sindaco meneghino ha smorzato le polemiche sul bando indetto dal comune, su cui anche la procura di Milano ha aperto un'inchiesta.

Il nuovo stadio di Milan e Inter

Milan e Inter procedono spedite verso la costruzione del nuovo stadio condiviso nell'area di San Siro. Qualora venissero ottenuti tutti i permessi burocratici e amministrativi necessari, i cantieri per la realizzazione dell'impianto da 71.500 posti apriranno ufficialmente il prossimo anno, con l'obiettivo di inaugurare la nuova struttura tra il 2031 e il 2032, andando così a sostituire definitivamente lo storico stadio 'Giuseppe Meazza'.
Giuseppe Sala, sindaco di Milano

Le parole di Giuseppe Sala sulla vendita di San Siro a Milan e Inter

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha ribadito come il comune non avesse obblighi di indire una gara d'appalto. Queste le sue parole riportate da 'Calcio e Finanza'.
“Voglio ribadirlo chiaramente: noi non avevamo nemmeno l'obbligo di fare una gara. Comunque, rispondo a chi sostiene che i tempi siano stati troppo brevi. Se qualcuno pensa davvero che non ci fosse abbastanza tempo per partecipare, la soluzione era semplicissima. Bastava chiedere una proroga. Tutto il resto sono solo sciocchezze”.

La regolarità delle procedure

Successivamente, Sala ci ha tenuto a chiarire la regolarità delle procedure nell'iter di vendita.
“C'è una domanda da farsi. Se qualcuno era davvero interessato, perché non ha chiesto una proroga? Perché nessuno ha fatto ricorso? La verità storica è una sola: non c'era alcun interesse. Poi adesso possono dire tutto quello che vogliono. Noi, da parte nostra, abbiamo la coscienza più che a posto”.

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