Intervistato dai microfoni della gazzetta dello Sport, l'ex attaccante del Milan, Alexandre Pato, ha voluto parlare nuovamente dei rossoneri
Leão saluta il Milan: "È stato un viaggio incredibile. Non è un addio, sarò sempre uno di voi"
Alexandre Pato, ex calciatore brasiliano del Milan, non si è mai totalmente staccato dai rossoneri. Inserito nella 'Hall of FUT' su EaSports Fc27, l'ex calciatore verdeoro ha voluto analizzare attentamente la stagione del Milan, ricordando il passando e soffermandosi su quello che sarà il futuro prossimo.
Milan, Pato sui rossoneri: "I rossoneri sono sempre i favoriti per lo scudetto"
L'imminente big match con la Juventus rievoca nella mente del brasiliano i momenti passati in Italia, come le sfide contro Del Piero e Buffon. Proprio su questo, Pato ha voluto svelare un curioso aneddoto:
"È una grande partita ed era bello giocarla. Io ho sfidato i bianconeri più volte: una volta a Torino ho segnato a Manninger, ribadendo in rete un tiro di Ronaldinho respinto, mentre a San Siro ho servito l’assist a Ronaldinho che ha battuto a Buffon. Gigi è una leggenda, uno dei più forti portieri della storia, e nel mio Dream Team su Ea Sports Fc 27 l’ho messo titolare. Sfidarlo era un’emozione speciale. Giocare contro la Juventus voleva dire avere come avversario anche Alessandro Del Piero, un altro campione diventato mio amico".
Successivamente, il Papero ha voluto ricordare il momento in cui ha conosciuto meglio Del Piero:
"L’ho sempre ammirato molto e un giorno, quando ero da poco arrivato in Italia, insieme a un amico sono andato a Torino a incontrarlo. Sapevo dove abitava e ho bussato a casa sua. Sì, è andata così. Gli ho detto: "Sono venuto perché volevo tanto incontrarti". E lui è stato davvero carino: mi ha invitato a entrare, abbiamo parlato a lungo e poi siamo usciti a cena. Ha anche pagato il conto (ride, ndr)".
Impossibile, poi, non soffermarsi su Milan-Juventus, gara in programma domenica 6 settembre alle ore 20:45 presso lo JuventusStadium, primo snodo cruciale della stagione:
"È una sfida tra due club storici che mi piacciono tanto. Entrambi quest’anno possono lottare per lo scudetto, ma io spero che a vincerlo sia il Milan. Farò sempre il tifo per i rossoneri. Domenica e nella corsa per il tricolore"
Un pensiero, ovviamente, è stato lasciato anche per l'inter, grande favorita per la vittoria dello scudetto, ma neanche l'unica. Il papero ah inserito anche Milan e Napoli nella lotta al titolo...
"Per me l’Inter e il Milan sono sempre tra le favorite. Nella corsa scudetto starei attento anche al Napoli perché ha una bella squadra. L’Inter in questi anni ha festeggiato tanto e ho commentato per Sbt (una tv brasiliana, ndr) due finali di Champions nelle quali è stata protagonista. Ora basta Inter! (ride, ndr) Prima possibile spero che ad arrivare in finale di Champions sia il Milan".
Successivamente, Pato ha voluto analizzare il calcio offensivo di Amorim, totalmente diverso con quanto visto l'anno scorso sotto la guida di Massimiliano Allegri. Piccolo spazio anche per Gonçalo Ramos, nuovo attaccante e punto di riferimento del reparto offensivo rossonero:
"Sì, mi piace perché il suo calcio è in linea con la storia del club. Amorim è bravo e finora lo ha dimostrato con i risultati e con il lavoro che ha fatto. Ora tutti si aspettano che riporti il Milan in Champions e magari che possa vincere il campionato. È giusto però dargli un po’ di tempo perché è appena arrivato, deve conoscere a fondo la rosa e capire le difficoltà della Serie A che è un torneo 'tosto'. Ho però la sensazione che quest’anno Amorim farà bene e che regalerà soddisfazioni ai tifosi. Se scommetto su Ramos? A occhi chiusi. Ho commentato il Mondiale e l’ho visto più volte lì: è fortissimo. Lui fa un gioco diverso da quello del classico centravanti perché è mobile, arretra per partecipare alla manovra, fa buone sponde e si può anche allargare per favorire gli inserimenti dei compagni. Spero tanto che riesca a segnare molti gol".
E se Modric avesse giocato nel grande Milan in cui era presente Pato? Avrebbe fatto davvero comodo a centrocampo? La risposta, ovviamente, non è tardata ad arrivare:
"Certo. Se fosse stato in quel Milan sarebbe stato bellissimo vederlo in mezzo al campo con Ambro, Gattuso, Pirlo, Seedorf, Kakà... Modric dà classe al Milan e sono felice che abbia deciso di giocare un altro anno con la nostra maglia. Ha avuto una carriera pazzesca, ma spero che possa vincere un altro trofeo con il Milan".
Una domanda che sorge spontanea a tutti i tifosi è legata puramente ai 'videogiochi': era più forte il Pato reale o quello su EASports?
"Quello del videogioco penso sia buono buono (ride ancora, ndr). È bellissimo essere tra i giocatori più apprezzati di sempre dagli appassionati di Ea Sports Fc e se ci sono, devo ringraziare il Milan. Tra un po’ magari anche mio figlio inizierà a giocare e mi vedrà nel videogioco... Sarà una soddisfazione in più per me. Già adesso mi dice: 'Papà, tu hai giocato nel Milan' e ne sono orgoglioso"
Tanti i gol e le giocate da fenomeno, video ancora presenti in rete su YouTube. Il papero ha voluto svelare le emozioni nel rivedere determinate immagini:
"Quelle immagini le ho fatte vedere a mio figlio e ho intenzione di portarlo presto a una partita al Meazza. Spero che accada già a maggio e che in quell’occasione il Milan possa alzare una coppa di fronte al suo fantastico pubblico. Ho intenzione di fargli provare l’atmosfera magica di uno stadio che mi ha regalato tante soddisfazioni ed emozioni".
Come ben sappiamo, l'amore di Pato per il Milan è un filo conduttore che non si romperà mai... e se in futuro il Papero tornasse? L'attaccante brasiliano ha voluto svelare il suo pensiero legato ad un possibile ritorno in rossonero:
"Beh, il futuro non si sa mai quello che può riservare. Io in questo momento sto guardando tanto calcio in tutto il mondo: mi aggiorno, studio perché... non si sa mai. Oggi comunque ho 36 anni, sono giovane e sto imparando molte cose. Voglio imparare ancora di più fuori dal campo e poi vedremo quello che succederà. Tornare al Milan però mi farebbe molto piacere perché ce l’ho nel cuore: amo tanto il club e ricordo tutto quello che ho fatto con quella maglia addosso. Sarei voluto rimanere ancora, segnare più gol e vincere altri trofei, ma tutto il tempo che ho trascorso lì è stato bellissimo e mi è rimasto dentro".
Un pensiero, giustamente, è stato rivolto anche a Carlo Ancelotti, attuale Commissario tecnico della Nazionale Brasiliana: è giusto continuare il percorso con l'italiano nonostante al Mondiale non abbia brillato?
"Sì, penso che non sia facile essere il c.t. del Brasile. Lui poi non ha avuto molto tempo per preparare il Mondiale e quindi non è stato semplice neppure per uno con la sua esperienza. Io tifo per Carlo e per la sua famiglia (il figlio Davide è il tecnico del Lilla, Mino Fulco, marito della figlia di Ancelotti, è il performance analyst della Seleçao, ndr) perché sono loro amico. Spero che possa lavorare con più di tranquillità in vista del prossimo Mondiale: avere un contratto fino al 2030 gli permetterà di pianificare al meglio l’avvicinamento alla prossima Coppa del Mondo e sono convinto che i risultati saranno migliori".
In chiusura, un piccolo pensiero anche per Maldini e Leonardo, entrati in Nazionale ma costretti a dar le dimissioni dopo pochissimi giorni dalla loro nomina...
"Da fuori è difficile dare un giudizio e capire nei dettagli quello che è davvero accaduto. Quando ho visto che Leo e Paolo andavano a lavorare per la Nazionale italiana, ero molto contento e convinto che potevano fare qualcosa di bello. Adesso che è finita come è finita, mi auguro che entrambi possano tornare in fretta nel calcio perché sono due persone molto brave, che hanno dato tanto al mondo del pallone. Non solo come giocatori, ma anche come dirigenti"
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