Ok Gonçalo Ramos e Mario Gila, ci sta Diego Moreira. Omari Hutchinson, scommessa rischiosa. Troppi giovani e poche riserve esperte per la doppia competizione

- Milano
Rafael Leão, attaccante ceduto dal Milan al Galatasaray in questo calciomercato estivo 2026, ha salutato i tifosi rossoneri con un video sui social

Leão saluta il Milan: "È stato un viaggio incredibile. Non è un addio, sarò sempre uno di voi"

Ieri sera è passata in archivio la sessione estiva di calciomercato e il Milan non l'ha conclusa con il botto: la sensazione che ha lasciato l'estate 2026 è che, per l'ennesima volta sotto l'egida RedBird, il Diavolo sia rimasto incompiuto. Certo, ha ragione il nuovo allenatore Rúben Amorim quando afferma che "non basta una sola sessione di mercato per risolvere tutti i nostri problemi", su questo non ci piove.

Ma dopo i proclami di 'grandeur' sbandierati dal proprietario Gerry Cardinale per tanti mesi, sin da quando (fine maggio) l'intera area tecnica e sportiva del Milan e sin da quando (giugno) ha preso in mano le redini del mercato del club con i dirigenti di sua fiducia, ci saremmo aspettati una sessione estiva scoppiettante, che colmasse perlomeno le lacune strutturale più evidenti di una squadra che, tra l'altro, andava quasi totalmente ridisegnata visto il cambio di assetto tattico, dal 3-5-2 che utilizzava Massimiliano Allegri al più dinamico e offensivo 3-4-2-1 tanto caro ad Amorim.

Gonçalo Ramos è stato il colpo di calciomercato del Milan nella sessione estiva 2026

Calciomercato Milan, subito i botti Ramos e Gila tra fine giugno e inizio luglio

E dire che il calciomercato estivo del Milan era iniziato benissimo, con due botti di qualità sparati in rapida successione: il 30 giugno 2026 è stato annunciato l'acquisto, dal PSG, del centravanti portoghese Gonçalo Ramos e il 10 luglio 2026, invece, è giunto l'annuncio dell'arrivo del difensore spagnolo Mario Gila dalla Lazio. Spesi - secondo i valori riportati dal portale web specializzato 'Transfermarkt' - ben 104 milioni di euro più bonus (74 Ramos, 30 Gila) per assicurarsi due grandi giocatori in ruoli in cui il Milan aveva un disperato bisogno.

La squadra, infatti, necessitava decisamente di upgrade nella posizione di braccetto destro della difesa a tre: Fikayo Tomori non andava bene per il gioco aggressivo a difesa altissima di Amorim; un centrale come Gila, bravo con i piedi, a giocare d'anticipo e di cattiveria sull'avversario, molto temerario nel riavviare l'azione palla al piede è esattamente quello che fa invece al caso dell'ex tecnico di Sporting Lisbona e Manchester United. Della necessità, poi, di avere un bomber come Ramos, poi, inutile parlarne: il Milan ha avuto due gol in due, in tutto lo scorso campionato, dai suoi numeri 9, ovvero Santiago Giménez e Niclas Füllkrug.

Il nulla per un mese e mezzo: persi Liberali, Karetsas e valutazione giocatori

A quel punto, però, il Diavolo si è seduto e non ha fatto praticamente più nulla per 45 giorni. Sebbene Cardinale facesse giurare a mezzo stampa che le entrate non dipendevano dalle uscite, i rossoneri si sono 'incartati' per settimane nella speranza di piazzare presto Rafael Leão e hanno perso del tempo cruciale perché Amorim - anche logicamente - ha voluto valutare i giocatori a sua disposizione nelle amichevoli e in allenamento prima di indicare chi facesse al caso suo o meno. E in tutto questo 'stand-by prolungato', il Diavolo ha perso tante occasioni di mercato.

In entrata, come Mattia Liberali (che ha scelto di andare al Como), Kōnstantinos Karetsas (nel frattempo accordatosi con il Borussia Dortmund), ma anche e soprattutto in uscita, come, per esempio, quel Pervis Estupiñán, che, dopo essere stato praticamente ceduto all'Aston Villa, è stato stoppato, reintegrato, valutato, bocciato ... e infine tenuto, visto che è mancato il tempo materiale per poterlo piazzare altrove nella sessione estiva. Anche perché il suo agente, Jorge Mendes, è stato particolarmente impegnato a fare da intermediario per altre operazioni dei rossoneri ed a svolgere il ruolo di 'direttore sportivo ombra' per il club, vista anche la netta inesperienza nel settore di Hendrik Almstadt e Bobby Gardiner.

Nuovi sussulti con Moreira. Poi l'assalto al trequartista concluso ... con una scommessa

Il 28 luglio piccolo sussulto in entrata, con l'acquisto di Sankhoun Diawara per 2 milioni di euro: un colpo 'da algoritmo', per un ragazzo che ha disputato appena 14 partite in Ligue 2 con la maglia del Troyes. Verso la metà di agosto, Cardinale ed Amorim hanno deciso di fare fuori dal progetto tecnico David Odogu, Fikayo Tomori, Youssouf Fofana, Christopher Nkunku e Santiago Giménez. E di tenere, invece, in organico - dietro specifica indicazione dell'allenatore - giocatori come Filippo Terracciano, Samuel Chukwueze, Yunus Musah, Ruben Loftus-Cheek, che già nelle precedenti stagioni - con la maglia del Diavolo o meno - hanno già fallito ampiamente.

Verso la metà del mese di agosto il Milan ha dato la sensazione di risvegliarsi, versando 50 milioni di euro allo Strasburgo per l'esterno Diego Moreira. Preso per giocare a sinistra, Amorim ha dichiarato di vederlo più a destra: chi ci capisce è davvero bravo. Il rush finale del mercato, con Cardinale tutto intento a sbandierare ai giornalisti di volersi 'prendere il mercato' e di voler puntare 'soltanto obiettivi di primo livello', si è concluso con il Milan che ha ricoperto la posizione di trequartista mancino per il 3-4-2-1, che era una priorità assoluta per il suo allenatore, con il prestito con diritto di riscatto della scommessa Omari Hutchinson. Una grande promessa (sempre secondo algoritmo) che fallisce da due anni consecutivi in Premier League.

Troppe incognite per un Milan atteso da una doppia competizione

Ma, in definitiva, questo Milan si è rinforzato o meno nel calciomercato estivo? Ramos e Gila rappresentano, sicuramente, due ottimi colpi in posizioni dove la squadra aveva assoluto bisogno. Il problema, però, è che sono evidenti delle lacune importanti che non sono state colmate e per le quali è stato rinviato tutto a gennaio. Il nuovo anno è lontano, ci sono tante partite di Serie A, Europa League e Coppa Italia di mezzo e non è detto che, per quel periodo, la stagione non sia già andata a farsi benedire. Sono tante, troppe le incognite che circondano questo Milan.

Il quale, ad una prima occhiata, risulta più forte nell'undici titolare rispetto alla passata stagione (sono rimasti Mike Maignan, Luka Modrić, Adrien Rabiot, Christian Pulisic, mentre intanto Leão ha scelto i soldi del Galatasaray), ma decisamente più debole e inesperto nel suo complesso. Perché riserve affidabili come, Fofana, Nkunku, o lo stesso Samuele Ricci scaricato al Como non sono stati sostituiti, se non con l'ingresso permanente in Prima Squadra dei classe 2008 Valeri Vladimirov (difensore), Christian Comotto (centrocampista) e Francesco Camarda (attaccante).

Approviamo la linea 'verde': ma con loro serve tempo. Il Milan ne ha?

I quali sono sicuramente bravi, meritano al 100% fiducia e hanno certamente la qualità necessaria per entrare nelle rotazioni del Diavolo. Ma che, inevitabilmente, peccheranno di inesperienza e competitività a certi livelli. Non proprio il massimo per un Milan che, per ammissione di Cardinale e Amorim all'unisono, punta a vincere Scudetto ed Europa League. Siamo d'accordo nel concedere fiducia ai giovani, ma con loro ci vuole tempo e poca pressione. Se si vuole tutto e subito, andavano inseriti giocatori di caratura superiore e di un peso specifico differente nell'organico. Altrimenti inutile fare proclami, ma meglio partire a fari spenti, con la testa bassa sul campo a lavorare.

La rosa del Milan, alla luce della doppia competizione, ad oggi non appare competitiva per lottare ai vertici della Serie A dopo il termine del calciomercato estivo. Inter, Napoli, Roma sono sulla carta superiori; il Diavolo dovrà lottarsi il quarto posto con la Juventus, il Como e l'Atalanta. Missione difficile già in partenza. Mancano, clamorosamente, all'appello almeno quattro elementi: un difensore centrale che sappia guidare la retroguardia e impostare il gioco (il reintegro in rosa 'last minute' di Tomori non salva capra e cavoli); un esterno sinistro a tutta fascia di corsa, gamba e abile nelle due fasi; un mediano di quantità e qualità (mica vorremo vedere Musah titolare tutto l'anno, vero?) e un vice Ramos.

Sperando, in tutto questo che, nel frattempo, le tante scommesse piazzate - come ogni stagione - dal Milan di RedBird paghino sul campo. La strategia dello 'spendere tanto su giocatori forti' rispetto al 'diluire la spesa su più giocatori che costino meno' è sicuramente indovinata e, in questo, Cardinale ha cancellato con un colpo di spugna l'era dell'AD Giorgio Furlani. Per cancellare, però, anche i deludenti risultati degli ultimi due anni, ci voleva ben altro. E dopo essere partito alla grande, Gerry si è incartato anche per inesperienza e scarsa conoscenza della materia. Qualora a settembre arrivasse Markus Krösche nel ruolo di direttore tecnico sarebbe già un discreto punto di (ri)partenza.

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