Intervenuto ai microfoni di Radio Radio, il giornalista Furio Zara ha voluto rilasciare alcune dichiarazioni sul Milan di Ruben Amorim

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Milan-Benfica, Rui Costa: "Amorim? Credo che possa far bene qui, ha bisogno di tempo"

La bruttissima e amarissima sconfitta subita contro il Benfica accende i riflettori sulle scelte tattiche e di gestione di Rúben Amorim alla guida del Milan. Intervento ai microfoni di Radio Radio, il giornalista Furio Zara ha voluto analizzare il momento dei rossoneri, soffermandosi in modo particolare sul rendimento dei singoli e sui limiti finora evidenziati dal tecnico portoghese.

Milan, l'analisi di Zara

Al centro della discussione c'è la gestione del giovane Davide Bartesaghi, un profilo che sembra pagare le tantissime ed enormi difficoltà di adattamento al nuovo tipo di modulo. Il giornalista infatti, evidenzia come il giovane difensore abbia subito una grandissima involuzione a causa dei recenti cambi di assetto tattico e di considerazione all'interno delle gerarchie della squadra:
"L'anno scorso, con Allegri, Bartesaghi aveva trovato continuità di rendimento e fiducia, e sembrava dare garanzie. Non parliamo di un campione, non parliamo di Paolo Maldini: parliamo di un buon giocatore che in Serie A ci può stare. Quella fiducia quest'anno con Amorim era venuta a mancare inizialmente, perché Bartesaghi era finito ai margini. Ora torna a giocare e torna in un contesto tattico che non gli è favorevole, perché ha bisogno di essere assistito, di un salvagente, di giocare in una difesa schierata in maniera diversa. Poi si torna sempre all'elasticità dell'allenatore.
Milan Amorim

Il giornalista, successivamente, ha poi ha voluto ampliare il discorso alla carriera del tecnico portoghese, ricordando i successi ottenuti in patria ma anche le pesanti ombre lasciate dalla recente esperienza in Premier League alla guida della Manchester United, un'avventura terminata con un esonero.

"È vero, Amorim ha fatto bene allo Sporting Lisbona: a casa sua è partito, ha vinto un paio di titoli, una volta è arrivato secondo, ha riportato e confermato lo Sporting nell'élite del calcio portoghese, tra l'altro giocando un calcio davvero molto interessante. Però a Manchester ha fallito. Ha fallito in maniera miserabile, nel senso che non ne ha indovinata mezza: è arrivato quindicesimo o sedicesimo il primo anno ed è stato esonerato il secondo. Chiaro, era un Manchester con grandi problemi, in un contesto difficile, ma di suo Amorim non ha aggiunto nulla.

Per Amorim quindi l'avventura sulla panchina del Milan rappresenta una grandissima occasione per riscattarsi visto il suo recente passato. Un'opportunità che, secondo il giornalista, richiede però una grandissima capacità di adattamento superiore a quella mostrata finora:

"L'opportunità del Milan gli si presentava, e gli si presenta tuttora, come l'occasione di rilancio per un tecnico molto giovane. Attenzione, perché è un classe '85, ha 41 anni: è davvero giovanissimo. Da un uomo e da un allenatore così giovane mi aspetto un'elasticità diversa; mi aspetto che capisca quali sono gli ingredienti a disposizione e ne faccia una torta credibile"

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