Da Fox Sports per i Mondiali 2026, Zlatan Ibrahimovic racconta un clamoroso aneddoto su Carlo Ancelotti e indica la strada al Milan per la scelta di Amorim
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Zlatan Ibrahimovic si trova in questo momento negli Stati Uniti: il consulente di Gerry Cardinale, al centro delle scelte per il futuro del Milan, è stato scelto da Fox Sports come voce tecnica per i Mondiali 2026. Durante la sfida tra il Brasile e il Marocco terminata sul punteggio di 1-1, lo svedese ha parlato del ruolo dell'allenatore e in particolare di Carlo Ancelotti, oggi CT dei verdeoro che ha allenato Ibra al PSG.
La differenza tra gestore e allenatore secondo lo svedese
"Conosco personalmente Carlo Ancelotti, è un essere umano fantastico. Io l’ho avuto come manager, come gestore, non come allenatore: la differenza tra un gestore ed un allenatore è che un allenatore dice ai calciatori dove andare, come farlo, dove giocare, mentre un manager come lui gestisce i calciatori".
Un interessante passaggio dello svedese che spiega come giudica un allenatore: un manager totale deve essere in grado anche di gestire i campioni che ha a disposizione e non solo studiare la tattica migliore per vincere. Non è un caso che Ancelotti sia riuscito a vincere al Real Madrid, club ricco di campioni, ma circondato da una pressione diversa rispetto a tutte le altre squadre di calcio.
L'aneddoto sui tempi del PSG e le decisioni per il futuro del Milan
Ibrahimovic ricorda anche un aneddoto:"Ai tempi del Paris Saint-Germain gli chiesi come facesse a comunicare così bene coi calciatori e mi disse che qualora avessimo avuto due terzini destri, per farli sentire a loro agio di solito sarebbe andato prima da uno dicendogli che era il migliore terzino destro della rosa, poi dall’altro dicendogli la stessa cosa e li avrebbe alternati ogni settimana, quindi questo è ciò che un gestore è in grado di fare".
Vedremo quindi cosa accadrà nel nuovo Milan che avrà anche la firma di Ibrahimovic: dopo la scelta di Gerry Cardinale di mandare via Allegri e tutto l'organigramma rossonero, è stato anche lo svedese a dare una mano al numero uno di RedBird nel prendere le decisioni per il futuro del Diavolo. Se dovesse arrivare davvero Amorim servirà fiducia e sostegno totale verso il portoghese. E anche sul mercato la nuova dirigenza rossonera dovrà intervenire con un piano preciso: Amorim (sempre se arriverà) avrà bisogno non solo di profili giovani e da sviluppare, ma anche di giocatori già pronti per la Serie A. Ricordiamo che il Milan deve giocare tre competizioni a partire dalla prossima stagione e la rosa di ora non basta anche solo numericamente per tutte le partite che ci saranno.
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