Giacomo 'Jack' Bonaventura è finito in panchina da quando Stefano Pioli ha adottato il 4-2-3-1: ad oggi appare molto complicato pensare ad un rinnovo

NEWS MILAN - Mancano pochi giorni, ormai, a Milan-Genoa, 'lunch match' della 26^ giornata di Serie A a 'San Siro', ma, già oggi, si va verso l'esclusione dalla formazione titolare rossonera, del centrocampista marchigiano Giacomo 'Jack' Bonaventura. Ancora una volta, verrebbe da dire, giacché il numero 5 non parte titolare praticamente da un mese, quando, il 2 febbraio contro l'Hellas Verona (1-1), partì dall'inizio nel 4-4-2 del Diavolo privo di Zlatan Ibrahimovic.

Anche allora Bonaventura non riuscì a finire il match, sostituito al 64' da Lucas Paquetá: nelle ultime 4 gare tra campionato e Coppa Italia, poi, Jack ha giocato appena 6' nel derby contro l'Inter e 21' nella sfida interna contro il Torino, restando, poi, in panchina per tutto l'arco dei 90 minuti di gioco in occasione della semifinale di andata di Coppa Italia contro la Juventus e, sabato scorso, a Firenze contro la Fiorentina. Un'involuzione preoccupante.

Giacomo Bonaventura Milan

Bonaventura, nell'ultimo periodo, è stato fortemente penalizzato dal cambio modulo adottato dal tecnico Stefano Pioli: sulla carta, il 4-2-3-1 avrebbe potuto favorire l'impiego del calciatore ex Atalanta nel tridente alle spalle di Ibrahimovic, sia come esterno sia come trequartista; in realtà, però, il suo utilizzo è stato limitato dall'esplosione, fragorosa, del croato Ante Rebic, autore di 7 gol in 10 gare nel 2020, e dalla centralità del turco Hakan Çalhanoglu nel sistema di gioco di Pioli.

L'allenatore, infatti, preferisce affidarsi all'ex Bayer Leverkusen in quella posizione, lasciando, pertanto, a Bonaventura soltanto le briciole e gli scampoli di match. Peccato, visto che tra fine novembre ed inizio dicembre 2019 era in piena forma ed aveva realizzato gol contro Napoli e Bologna. "Bonaventura? Non è contento perché non gioca", ha detto, qualche giorno fa, il suo agente, Mino Raiola. Un'affermazione forte, spesa per un ragazzo che, comunque, in allenamento come in partita dà sempre il massimo e che, soprattutto, non è mai andato fuori le righe, o speso parole fuori posto.

Da giocatore, però, competitivo qual è, Bonaventura ha capito che, per lui, nel Milan del futuro non c'è più posto. Difficilmente, su queste basi, sarà rinnovato il contratto in scadenza il prossimo 30 giugno e, pertanto, il duttile centrocampista si sta già guardando intorno alla ricerca di una nuova sistemazione. Bonaventura piace, particolarmente, a Fiorentina, Lazio e Roma, ma, nel recente passato, si era interessata a lui anche la Juventus.

Il suo obiettivo a breve termine resta quello di trovare più spazio possibile nel Milan, club in cui milita dal settembre 2014, per lasciare ai tifosi rossoneri, che lo adorano, un ottimo ricordo e cercare di trascinare il Diavolo verso una qualificazione in Europa League che vorrebbe dire aver centrato, quanto meno, il target minimo fissato dal club meneghino per il 2019-2020. Da allora, e solo da allora, Bonaventura penserà ad altro che non sia colorato di rossonero: c'è modo e modo, infatti, per lasciarsi e dirsi addio.

SEGUICI SUFacebook /// Twitter /// Instagram /// Telegram

SCARICA LA NOSTRA APPiOS /// Android

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti