Sono passati oltre due mesi dal closing che ha sancito il passaggio del Milan da Berlusconi a Yonghong Li, e in poco tempo sono cambiate già tante cose...

COMUNICAZIONE

Fabio Guadagnini Milan

Lo stile del nuovo Milan sembra molto diverso dalla precedente gestione a marchio Fininvest. Oramai svuotato dei propri poteri decisionali, il presidente Silvio Berlusconi esternava stancamente sul modulo tattico dei tecnici, delegando la conduzione tecnica ad Adriano Galliani e mostrandosi poco incisivo nel rintuzzare gli attacchi che spesso arrivavano da Fininvest circa gli eccessivi costi del giocattolo Milan. Di ben altri toni i primi due mesi della gestione cinese; seppur appesantiti da una trattativa pre-closing troppo lunga, tanto da suscitare sospetti e ironie, Yonghong Li ed il suo team si sono presentati con modestia ma con le idee chiare, consci delle difficoltà e della gravosità dell’impegno economico ma certi delle possibilità di aumentare i ricavi attingendo a mercati poco noti. Accreditatosi come uomo di marketing ma anche di campo, l’ AD Marco Fassone, coadiuvato dal DS Mirabelli, ha mantenuto profilo basso ma timone ben saldo, occupandosi di rivoluzionare l’assetto societario e mettendo gli uomini di sua fiducia al centro del progetto. Senza proclami, cene di gala e privo di …amori che ritornano, tipici di Galliani, Fassone ha lavorato con solerzia e sobrietà occupandosi innanzitutto di portare al Milan un professionista come Fabio Guadagnini, nominato il 20 aprile scorso responsabile della comunicazione rossonera, ed occupandosi subito dopo dei piani di rafforzamento della squadra. Ingaggiati nel giro di pochi giorni campioni affermati e giovani prospetti di sicuro interesse, e gestito rapidamente e brillantemente il rinnovo contrattuale di mister Montella, Fassone e Mirabelli hanno affidato a Facebook, con una nuova e accattivante strategia comunicativa, i momenti delle firme. Una scelta di rottura con il passato e al contempo una strizzatina d’occhio ai social così in voga, usati con parsimonia ma con convinzione per portare avanti un progetto fatto di trasparenza e coerenza. La stessa gestione della trattativa con Donnarumma e Raiola non ha lasciato spazio a mediazioni: fatta – e ufficializzata - l’offerta al portiere, il Milan ha fissato paletti rigidi per il sì o il no. Un atteggiamento che ha innervosito il super agente italo-olandese ma che ha schierato tifosi e critica della parte del buon senso e della chiarezza una volta ancora dimostrati dai nuovi dirigenti rossoneri.

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