China Milan, il Governo sblocca gli investimenti. Yonghong Li gongola

China Milan, il Governo sblocca gli investimenti. Yonghong Li gongola

Yonghong Li, proprietario e Presidente del Milan, è pronto a tornare al suo ‘piano originario’ per il club coinvolgendo Haixia Capital e Huarong

di Daniele Triolo, @danieletriolo

Dalla Cina potrebbero arrivare nei prossimi giorni, secondo quanto riportato questa mattina dal quotidiano ‘Libero’, notizie molto importanti per il futuro societario del Milan. Lo stop del Governo cinese sugli investimenti all’estero, in particolare su quelli sportivi e nelle società di calcio, sarebbe infatti destinato a decadere: lo si percepirebbe dalle mosse del magnate del Paese del Dragone, Jiang Lizhang, che starebbe per acquisire una quota del Parma (per poi prenderne la maggioranza), oltre che i londinesi del Crystal Palace, in Premier League.

Già nelle scorse settimane, comunque, vi erano stati segnali positivi in tal senso: la banca centrale cinese, poco dopo la metà del mese di aprile, aveva infatti dichiarato come le misure messe in atto a gennaio per controllare i flussi di capitale in uscita dalla Cina avevano dato frutti e che, pertanto, la cosiddetta “emergenza valutaria” era da considerarsi ormai finita. Cosa comporterà tutto questo per il Milan? Semplice: non appena il Governo sbloccherà ufficialmente gli investimenti Yonghong Li, proprietario del club rossonero con la Rossoneri Sport Investment Luxembourg, nonché Presidente del Milan, potrà tornare al suo piano originario, quello che, mesi fa, aveva messo in atto con il fondo ‘Sino-Europe Sports’ per coinvolgere gran parte di investitori asiatici nel progetto milanista.

Yonghong Li, dunque, tornerà a parlare con il fondo a partecipazione statale Haixia Capital (il cui Direttore Generale, Lu Bo, non a caso figura nel Consiglio d’Amministrazione del club di Via Aldo Rossi), e, soprattutto, con Huarong, colosso finanziario cinese, una delle quattro maggiori società di gestione delle attività finanziarie del Paese, nata nel 1999 per volontà del Governo e quotata a Hong Kong dall’ottobre del 2015. Secondo le informazioni in possesso di ‘Libero’, attraverso una società offshore, Huarong avrebbe partecipato in modo massiccio, con un investimento di circa 200 milioni, al pagamento di una parte dei 520 milioni versati a Fininvest per il closing del mese scorso. E, oltretutto, contribuirà in modo altrettanto importante anche al prossimo aumento di capitale da 60 milioni (più 60) che dovrebbe servire a coprire le perdite.

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