Nella gara vinta a Bologna, oltre al carattere ritrovato Vincenzo Montella ha capito che anche le cosiddette riserve possono dare il loro grande contributo

GOMEZ

Gustavo Gomez Milan
Gustavo Gomez, difensore paraguaiano del Milan (credits: GETTY Images)

Definito “il muro dai piedi ruvidi”, Gustavo Gomez è stato chiamato in causa da Vincenzo Montella per affiancare Zapata nel cuore della difesa rossonera in modo da rintuzzare gli sterili ma forsennati attacchi rossoblu al fortino rossonero.

Gomez, che ha sin qui totalizzato in campionato 11 presenze per 684 minuti giocati, ieri sera  si è perfettamente adattato al clima di battaglia e, fedele al suo stile concreto, ha messo in campo la grinta necessaria puntando al sodo e concedendo nulla agli avversari.

Difficile pretendere dal centrale paraguaiano le abilità tecniche, proprie di Romagnoli, per procedere all’avvio dell’azione: eppure è suo il rilancio a Deulofeu nell’azione del gol, segno tangibile, se non di eccelse qualità tecniche, di una decisiva presenza nell’azione rossonera.

Due suoi “muri” su Destro e Dzemaili hanno del resto evitato guai alla porta di Donnarumma: la gara tutta concretezza di Gustavo, bravo specie nei match dove occorre garantire fisicità in area di rigore (come accaduto nel derby contro Icardi), può dare a Montella le garanzie necessarie nei momenti di emergenza e in vista di una maggior utilizzo da qui al termine della stagione.

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