Nella gara vinta a Bologna, oltre al carattere ritrovato Vincenzo Montella ha capito che anche le cosiddette riserve possono dare il loro grande contributo
ZAPATA
Christian Zapata è uno dei ragazzi che mercoledì sera hanno maggiormente brillato.
Entrato in campo pressoché a freddo, alla mezz’ora del primo tempo in sostituzione dell’infortunato Alessio Romagnoli, ha dovuto poco dopo fare a meno del partner Paletta per l’ingenua espulsione e, coadiuvato nel secondo tempo da Gomez, ha dovuto gestire da leader la linea difensiva rossonera.
Una prova brillante e generosa, a testimonianza della serietà di Christian, per lungo tempo confinato in questa stagione in panchina e considerato ai margini del progetto di Montella ma, dopo la prestazione di ieri, pienamente recuperato.
Non a caso Montella, che lo ha nominato capitano nella partita di domenica contro la Sampdoria, ne ha esaltato le qualità morali (“Zapata possiede spessore in termini di personalità e correttezza”) e lo ha difeso per l’errore che ha dato il via all’azione del rigore a favore di blucerchiati.
Zapata ha dimostrato ieri, con una prestazione generosa, fatta di molta sostanza e pragmatismo, di aver ben recepito il discorso sull’orgoglio fatto dall’Aeroplanino e di poter essere, nell’immediato, una risorsa di valore a disposizione del tecnico campano.
Due sole prestazioni all’attivo per il centrale colombiano in questo campionato, per complessivi 162 minuti giocati: uno score destinato a crescere, già da lunedì prossimo all’Olimpico contro la Lazio, in virtù delle certe assenze di Romagnoli e Paletta e sulla scorta delle stima pubblicamente espressa da Montella.
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