Le dichiarazioni di Tonali in conferenza stampa | Video

ULTIME NOTIZIE MILAN NEWS – Oggi Sandro Tonali si è presentato ufficialmente in conferenza stampa. Ecco il video con le sue dichiarazioni più importanti

ULTIME NOTIZIE MILAN NEWS – Il colpo dell’estate rossonera, sin qui, è stato l’acquisto di Sandro Tonali, arrivato dal Brescia per un affare totale di 35 milioni di euro (formula con prestito oneroso, diritto di riscatto e bonus, più percentuale su futura rivendita: ecco tutti i dettagli).

Oggi il giovane centrocampista classe  2000 si è presentato ufficialmente in conferenza stampa di numerosi temi. Ecco il video (in alto) con le dichiarazioni più importanti di Tonali tra l’amore per il Milan, Gattuso, moduli e posizioni in campo, Ibrahimovic e Maldini.

PM – Tonali-Milan: l’intervista testuale completa

Sul clima nello spogliatoio e la lotta Champions: “Il clima nello spogliatoio è sereno, ci vogliamo bene. E’ la cosa più importante di tutti. Non si può parlare adesso di Champions, è un obiettivo, ma non è nelle nostre teste parlarne adesso. Ora testa a giovedì, poi più avanti si potrà parlare di tutto con estrema calma”.

Sulla sua condizione fisica: “Stiamo lavorando sia a livello fisico sia a livello mentale. Ero fermo da molto. Raggiungere il 100% dentro e fuori il campo è una cosa complicata. Ogni giorno sono sempre più pronto: manca davvero poco”.

Su dove potrà arrivare questo Milan: “Bisogna vincere partita per partita. Non guardare a cosa potremo fare tra 6, 7, 8 mesi. Guardare il giovedì, la domenica, il lunedì. Costruire la nostra casa, che può essere il nostro fortino, vincendo partita per partita”.

Su Zlatan Ibrahimović: “L’ultima volta che l’avevo visto era dieci anni fa allo stadio. Uno di quelli che mi ha colpito di più. Lo ammiravo nel Milan, mi ha colpito moltissimo. Saper di giocare con lui è una cosa bellissima, è un idolo. Si carica il Milan sulle spalle verso la vittoria. Una persona da prendere ad esempio”.

Sulla possibilità di andare all’Inter: “Questo l’ha trattato il mio procuratore, mi ha lasciato fuori dagli affari e ho tenuto la testa libera. Dopo le vacanze sono rimasti a casa, non ho parlato per 10 giorni con il mio procuratore, facendolo lavorare con calma. Appena saputo del Milan, mi ha sentito, ci siamo parlati un paio di giorni dopo. Ho fatto lavorare lui da solo”.

Su cosa ha fatto quando ha saputo che il Milan lo cercava: “Ero a casa, non ho fatto assolutamente niente. Ho continuato a fare ciò che stavo facendo. A fine giornata mi sono arrivati tanti messaggi. Il giorno dopo con calma ho chiamato il mio procuratore”.

Sul centrocampo a due: pronto a giocarci? “Ho iniziato la prima stagione in Serie B al Brescia a due a centrocampo. Movimenti e fasi di gioco le so, sono sempre quelle. A tre passa di più tutto da te, le mezzali si abbassano. A due è più semplice, i movimenti sono legati con il tuo compagno, bisogna lavorare molto con lui. Ma non mi farà effetto …”.

Su quali partite del passato rossonero vorrebbe rigiocare: “Una finale con il Liverpool, la finale di Manchester. Varie finali di Champions. Ma anche un Milan-Chievo che fece gol Clarence Seedorf nel recupero. Ero allo stadio. Fu una gara brutta, ma ricca di emozioni: vedere lo stadio svuotarsi e poi esultare per il gol di Seedorf al 95′. Che emozione”.

Ancora su Maldini: “In campo non guardi in faccia nessuno. Fa più effetto vederlo in spogliatoio, in palestra. All’inizio è stata una forte botta passare a lavorare con Maldini. Effetto bellissimo”.

Su come deve lavorare il Milan per essere vincente: “Sicuramente bisogna allenarsi come stiamo facendo. Le vittorie passano dagli allenamenti, sono la chiave per un cammino importante. E’ stato difficile allenarsi nell’ultima stagione. Ora abbiamo un anno intero, una partita ogni 4-5 giorni è leggermente più semplice. Ci sono più giocatori in squadra e facilita le squadre. Pensiamo però partita per partita e diamo tutto volta per volta. Così andremo avanti”.

Su Gennaro Gattuso e il numero 8: “Era il mio idolo da piccolino. Ho preso la 8 perché era una delle maglie che era libera. E poi era di una persona, di un giocatore, che era il mio idolo. E lo è ancora da allenatore: una persona fantastica. Ho scelto quel numero perché ha vari significati nella mia vita. Il numero perfetto, per quello l’ho scelto”.

Sul conoscere Paolo Maldini e sulla scelta del Milan: “Effetto bellissimo. Quando abbiamo capito che c’era la possibilità di trasferirsi al Milan ho chiuso le porte a tutti. “C’è il Milan, devo andare al Milan per forza”, mi sono detto. Il mio volere era quello di venire al Milan e così è stato. Quando ho conosciuto i direttori, visti in televisione, visti da fuori sempre, è stata una bella emozione. Lavorarci insieme ora è una cosa fantastica”.

Sui consigli che seguirà: “Ce ne sono parecchi che seguirò. Uno dei consigli è del Presidente Cellino, è di restare come sono adesso, e di continuare a giocare come se fossi ancora nel Brescia. Così facendo – riferisce Tonali – continuerò a fare bene. Lo seguirò molto, perché viene da una persona che stimo e con cui ho avuto rapporti molto belli”.

Sul suo ruolo ed il modulo di Stefano Pioli: “Il modulo è l’ultima cosa. Non è molto importante. L’importante è sapere stare bene in campo. Che siano uno, due o tre mediani. Si entra in campo per fare meglio. Il modulo non cambia niente”.

Sulla condizione atletica del gruppo: “Siamo già pronti, si è visto dalle prime amichevoli fatte. C’è un gran spirito. Le partite ufficiali saranno molto diverse. Ma ci sarà ancora più voglia di giocare e spaccare il mondo. Siamo pronti a tutto”.

Tonali sul Milan 2020-2021: “Il livello è molto alto. C’è voglia di fare bene e di vincere. Vittoria porta vittoria. I compagni, a partire da Ibra, ti trasmettono voglia di vincere, di giocare, di non sbagliare mai, che è molto importante. Si trasmette di giocatore in giocatore, anche tra i più giovani. E’ una bellissima cosa. Poi la qualità è molto alta. Vogliamo far vedere sul campo cosa sappiamo fare”.

Sui tanti titoli su di lui: “C’ho fatto poco caso, l’unico mezzo ai miei occhi era il telefono. La televisione non l’accendo mai. Guardo solo il telegiornale. Campo, casa e non vedo niente. Ho guardato la mia presentazione poi ho smesso. Dovrò recuperare molto a fine stagione”.

Sul suo trasferimento al Milan: “Era la maglia che volevo indossare da un po’ di tempo. Con Massimo Cellino ho un buon rapporto: parlavamo poco, ma capisce molto di calcio e capiva molto me. Fin dal primo giorno mi ha detto di fare la mia scelta, che avrebbe fatto solo quello che volevo io. Ha mantenuto la parola. Ho chiesto io al Presidente di fare lo sforzo nei miei confronti. Lo ringrazio moltissimo, mi è venuto incontro. Si è rivelato una persona super”.

Sulle grandi attese su di lui: “Ne parlavo con mamma e papà: se riesci a respingere gli elogi quando sono pochi ce la fai anche quando sono grandi. Quando sono pochi cerchi di metterti in mostra. Ma se hai la forza per respingere tutto puoi pensare solo al campo”.

Sulla stagione cruciale per i rossoneri: “Già si sapeva prima – risponde Tonali – . Qui qualsiasi stagione è la più importante. Il mister mi ha trasmesso carica, mi ha spiegato cosa ci sarà da affrontare partita dopo partita. Mi farò trovare pronto nel momento del bisogno”.

Tonali e la passione per il Milan: “Parte dall’insieme di tante componenti della mia infanzia. Dal Sant’Angelo e dalla prima squadra in cui ho giocato, i cui colori sono rossoneri. Dai cittadini di Sant’Angelo, quasi tutti milanisti. Così come da mio padre, che mi ha trasmesso la passione”.

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