Dalla minore intransigenza tattica alla comunicazione: l'esperienza al Manchester United ha segnato Amorim, che al Milan non vuole ripetere gli stessi errori
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"Non voglio ripetere gli stessi errori commessi al Manchester United", è stato lo stesso Ruben Amorim ad ammetterlo in conferenza stampa dopo la vittoria del suo Milan contro il Lecce. Più che semplici parole parole, il messaggio del tecnico portoghese suona come una dichiarazione d'intenti: occorre evolversi per non ricadere in vecchie e cattive abitudini.
Milan, i problemi di Amorim allo United
In Premier League Amorim non è riuscito a riproporre lo stesso calcio mostrato in Portogallo, né a ottenere gli stessi risultati. Nelle 63 partite alla guida del Manchester United, il tecnico ha mantenuto una media di appena 1,43 punti a partita. Il 5 gennaio 2026 viene esonerato dopo uno sfogo in conferenza stampa e due pareggi consecutivi contro Wolverhampton e Leeds. Alla guida dei 'Red Devils', l'allenatore lusitano ha dovuto fare i conti con tre problemi principali:- Rigidità tattica: poca disponibilità ad adattare il suo sistema di gioco ai giocatori a disposizione.
- Comunicazione fuori dalle righe: tante dichiarazioni ritenute fuori luogo dai media inglesi.
- Pressione ambientale: difficoltà nell'incidere in un club storico e nel bel mezzo di profondi cambiamenti strutturali.
I cambiamenti tattici
Per quanto sulla carta si tratti sempre di un 3-4-2-1, lo schieramento del Milan contro il Lecce era molto più simile a un 4-2-3-1. In fase di costruzione, Gila si apriva nella posizione di terzino destro, mentre a sinistra Estupinan era decisamente più bloccato rispetto alle precedenti uscite. Modric si abbassava spesso tra i due centrali per dare il via all'azione, garantendo alla manovra una maggiore fluidità. Una mossa che spegne le accuse di intransigenza tattica circolate negli ultimi anni. Resta da capire se il tecnico portoghese riproporrà questo sistema di gioco anche dopo la sosta o se si è trattato soltanto di una soluzione tattica per scardinare la retroguardia giallorossa.
La comunicazione
Ai tempi del Manchester United, Amorim si è preso spesso la scena in conferenza stampa con sfoghi che hanno fatto il giro dell'Inghilterra: "Siamo la squadra più scarsa nella storia dello United", disse dopo una sconfitta in casa contro il Brighton. L'eliminazione dalla Carabao Cup per mano di una squadra di quarta serie lo portò a dire: "A volte odio i miei giocatori e vorrei andarmene".Tolto qualche siparietto con alcuni giornalisti puntigliosi in sala stampa, il tecnico portoghese sta sfoggiando una maggiore diplomazia da quando è arrivato al Milan. L'obiettivo è quello di evitare polemiche sterili e concentrare tutte le proprie energie sul rettangolo di gioco. Segnali che dimostrano come Amorim si sia reso contro del fatto che la comunicazione è un aspetto ideale per essere la guida tecnica di un grande club.
Pressione ambientale
Il Manchester United è la squadra con più tifosi al mondo: oltre 450 milioni. Amorim ha faticato a reggere le pressioni di un club impaziente di vincere e allo stesso tempo reduce da uno dei periodi più bui della sua storia. Al Milan la situazione è simile, ma il tecnico può contare sull'esperienza accumulata nei 14 mesi di praticantato in Inghilterra. "La pressione è normale, se arrivi al Milan vuol dire che ne hai già avuta tanta", aveva dichiarato l'allenatore a pochi istanti dal calcio d'inizio del match contro il Lecce. E proprio quando i rossoneri avevano tutti gli occhi addosso dopo la sconfitta con il Benfica, ecco che arriva la miglior prestazione della stagione.© RIPRODUZIONE RISERVATA