Il Corriere dello Sport analizza il momento di Diego Moreira: 3 reti in appena 160 minuti da subentrato. Ecco perché Rúben Amorim lo alterna con Samuel Chukwueze

- Milano
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Un insolito scenario sta caratterizzando l'inizio di stagione della squadra di Rúben Amorim, accendendo i riflettori sulle rotazioni del club rossonero. Come evidenziato dall'edizione odierna del Corriere dello Sport, in casa Milan si sta consumando un vero e proprio paradosso: il miglior marcatore stagionale del Diavolo non figura tra i titolari della formazione base. Si tratta di Diego Moreira, esterno belga classe 2004 acquistato nell'ultima sessione estiva di calciomercato dallo Strasburgo, capace di stravolgere le gerarchie della Serie A pur avendo iniziato dal primo minuto in una sola occasione.

Diego Moreira (centrocampista AC Milan), qui durante Milan-Lecce 3-0 (Serie A 2026-2027)

L'unico gettone da titolare del numero 22 risale infatti al match contro la Juventus, dove è stato sostituito dopo 60 minuti nella sua prestazione meno brillante. Da quel momento in poi, l'ex talento di Chelsea e Benfica è stato utilizzato esclusivamente come arma a gara in corso, collezionando 45 minuti contro la Lazio, 33 minuti al debutto in Europa League contro il Benfica e poco più di 20 minuti nella recente sfida interna contro il Lecce.

I numeri del paradosso: 3 gol in 160 minuti complessivi

Il dato che impressiona maggiormente gli addetti ai lavori è la spaventosa media realizzativa del giovane belga. In appena 160 minuti complessivi di gioco distribuiti su quattro partite, Moreira ha già messo a segno 3 reti, diventando il bomber principe della rosa rossonera in questo primo mese di impegni ufficiali. Il suo bottino comprende la splendida doppietta d'autore firmata allo stadio Olimpico contro la Lazio e il sigillo ravvicinato che ha chiuso i conti a San Siro contro il Lecce.

Il classe 2004 ha dimostrato una maturità fuori dal comune, consapevole del fatto che ogni singolo frammento di partita vada sfruttato per mettere in mostra le proprie doti atletiche, fisiche e tecniche. Nel post-partita dell'ultimo turno di campionato, lo stesso Moreira ha ribadito la sua filosofia: "So bene cosa voglio dalla mia carriera, è fondamentale rimanere concentrati. Io sono l'esempio di questo momento: entro dalla panchina, segno e aiuto la squadra. Che giochi dall'inizio o a gara in corso devo dare il massimo per diventare un titolare fisso. Devo continuare a lavorare e dimostrare al mister che sono pronto per il primo minuto".

La staffetta con Chukwueze: il piano strategico di Amorim

La sensazione diffusa tra gli esperti di mercato è che il processo di inserimento del calciatore sia destinato a sfociare in una maglia da titolare stabile nello scacchiere milanista. Tuttavia, il quotidiano romano fa luce su una precisa volontà strategica da parte di Rúben Amorim: il tecnico lusitano desidera che ci sia sempre uno 'spacca-partite' di ruolo in panchina pronto a subentrare, motivo per cui sarà difficilissimo vedere Moreira e Samuel Chukwueze contemporaneamente in campo dall'inizio. In questa corsa a due per una maglia, il belga di origini portoghesi vanta un vantaggio tattico non indifferente rispetto al compagno di reparto nigeriano: la sua incredibile duttilità. Moreira può infatti agire indifferentemente sia sulla corsia di destra sia su quella di sinistra, adattandosi a interpretare il ruolo sia in posizione più avanzata sulla trequarti sia in un assetto più basso a tutta fascia, offrendo ad Amorim una preziosa elasticità nelle scelte a seconda dell'avversario.

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