I rossoneri soffrono le marcature a uomo ma si accendono con il caos controllato dei trequartisti. Ecco perché l'allenatore portoghese non deve scendere a patti

- Milano
"Moreira è generazionale", i tifosi sui social reagiscono a Lazio-Milan 2-2 | Video

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Continua la stagione del Milan con Ruben Amorim che ha conquistato fino a questo momento 8 punti sui 12 disponibili. Un inizio buono a livello di risultati finali, ma che lascia comunque qualche dubbio sulle prestazioni della squadra rossonera. Prendiamo ad esempio l'ultima partita contro la Lazio: abbiamo visto un Milan disastroso (parole di Gila) nel primo tempo e un Milan arrembante e a tratti entusiasmante nella ripresa. Come mai?

I problemi tattici del primo tempo all'Olimpico

Nei primi 45 minuti all'Olimpico i rossoneri non erano chiaramente in partita: la Lazio difendeva quasi a uomo non permettendo ai trequartisti rossoneri di ricevere il pallone facilmente. Questo ha bloccato quasi del tutto la manovra del Diavolo, un problema visto anche contro la Juventus.
Milan a due facce contro la Lazio: il segreto tattico di Amorim per evitare la sconfitta

In fase di non possesso, i rossoneri hanno lasciato vie di passaggio troppo semplici al centro del campo agli avversari. Poi è complesso per la difesa tenere insieme il reparto e non concedere mai nulla. Il pressing senza palla e i fraseggi tra centrocampo, trequarti e prima punta sono cruciali per il gioco di Amorim.

La svolta nella ripresa: il caos controllato di Amorim

Nel secondo tempo con Pulisic e Moreira in campo, Amorim ha tolto punti di riferimento alla Lazio che non è più riuscita a chiudere gli spazi e a marcare in uno contro uno.
  • Cisse, Pulisic, Moreira e Rabiot si sono mossi per tutta la trequarti.
  • Hanno creato un vero e proprio caos controllato sul rettangolo verde.
  • Questo assetto ha permesso al Milan di controllare il possesso palla e di creare occasioni su occasioni.

Dalla partita contro la Lazio si capisce chiaramente che Amorim deve continuare con il suo credo calcistico e andare dritto per la sua strada. Se si casca nei compromessi tattici, il rischio è di vedere ancora una volta il Diavolo disastroso del primo tempo dell'Olimpico.

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