L'ex allenatore rossonero parla alla Gazzetta dello Sport: bocciata la gestione di Luka Modrić, le scuse sulla rosa e il gioco lento che concilia il sonno
- Milano
Milan-Benfica 0-2, tifosi sui social duri con Amorim: "Impresentabili. Amorim non mangia il panettone"
Il momento di profonda involuzione del Milan, certificato dallo 0-2 casalingo contro il Benfica in Europa League, ha incassato la dura bocciatura di un grande ex della storia rossonera. Sulle pagine de La Gazzetta dello Sport è intervenuto in esclusiva Fabio Capello: l'ex allenatore friulano ha analizzato senza filtri i difetti strutturali della squadra, stroncando la gestione tattica di Rúben Amorim, difendendo a spada tratta il centravanti Gonçalo Ramos e lanciando un chiaro avvertimento sulla gestione pubblica del fuoriclasse Luka Modrić.
La classifica degli orrori di Capello: «Manovra da sonno e Ramos isolato»
L'analisi di Fabio Capello parte dai limiti evidenti mostrati nei due reparti principali. Dal punto di vista difensivo, l'ex tecnico ha sottolineato come la squadra si porti dietro i difetti strutturali delle ultime dieci partite della scorsa stagione, complice un centrocampo che non fa mai filtro dopo la perdita del possesso palla. I problemi maggiori, tuttavia, emergono in fase di sviluppo offensivo: «C'è un possesso palla lento che concilia il sonno», ha sentenziato Capello. «Si cerca sempre di entrare per vie centrali con filtranti che favoriscono gli avversari, senza mai cercare l'uno contro uno per andare al cross o lo scatto in profondità. E alla fine si dà la colpa al centravanti: Gonçalo Ramos è un poverino che non riceve una palla decente ed è costantemente circondato dai difensori senza alcun supporto».
L'attacco ad Amorim sulla rosa inadatta: «Faccia il vino con l'uva che ha»
Il fulcro della critica di Capello si sposta poi sulla gestione comunicativa e strategica di Rúben Amorim, in particolare dopo lo sfogo del portoghese sulla presunta inadeguatezza della rosa rispetto al suo 3-4-2-1. «Dire pubblicamente che la rosa non è adatta al proprio calcio è un errore pesante nei confronti della società. Sono questioni che vanno discusse tassativamente all'interno del club», ha ammonito Capello, che ha poi aggiunto una massima perentoria sul lavoro sul campo: «Il punto centrale è che un allenatore deve saper fare il vino con l'uva che ha a disposizione. Non esiste un solo sistema di gioco, il dovere di un tecnico è mettere i calciatori nel posto in cui rendono al massimo delle loro potenzialità».Scarica la nuova app Pianeta Milan
Il caso Modrić e la difesa del progetto: «Inutile cambiare adesso»
Un passaggio fondamentale dell'intervista esclusiva riguarda l'esclusione di Luka Modrić, rimasto in panchina per novanta minuti nel debutto europeo. Capello si è schierato apertamente a favore della qualità del croato: «Anche se non è al top della forma, starei molto attento ad accantonare un elemento del genere. Modrić è uno dei pochissimi in questa rosa capace di garantire la verticalizzazione della manovra». Nonostante le forti perplessità sulla formazione iniziale scelta contro i portoghesi e sul fatto che non sia ancora stato individuato un blocco di 12-13 titolari fissi, l'ex allenatore rossonero predica comunque la stabilità: «È del tutto inutile continuare a cambiare guida tecnica. Ad Amorim va data la possibilità di proseguire nel suo progetto, la società deve sostenerlo fermamente mentre cerca una soluzione».© RIPRODUZIONE RISERVATA
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