Il figlio dello storico dirigente rossonero contesta le formazioni dopo il Benfica: i dubbi dei tifosi su Ruben Loftus-Cheek e Pervis Estupiñán e il caso Luka Modrić

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Milan-Benfica 0-2, tifosi sui social duri con Amorim: "Impresentabili. Amorim non mangia il panettone"

Milan-Benfica 0-2, tifosi sui social duri con Amorim: "Impresentabili. Amorim non mangia il panettone"

La sbandata interna del Milan, crollato a San Siro per 0-2 sotto i colpi di Dodi Lukébakio e Jakub Kamiński nel debutto in Europa League, continua a sollevare durissime reazioni nel mondo rossonero. Negli studi di SportItalia è intervenuto Gianluca Galliani, figlio dello storico amministratore delegato Adriano, che ha espresso senza filtri lo sconforto della tifoseria per le scelte del tecnico Rúben Amorim. Lo spettacolo offerto contro il Benfica ha evidenziato un Diavolo privo di identità e mordente, scatenando polemiche sulla gestione di big esclusi come Christian Pulisic, Adrien Rabiot e il fuoriclasse Luka Modrić.

Gianluca Galliani, figlio di Adriano, storico dirigente del Milan
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Lo sfogo di Gianluca Galliani: «Al 70° volevo spegnere la televisione»

L'esperto manager e noto tifoso milanista ha confessato di aver vissuto una serata di profonda sofferenza sportiva durante il match europeo. «Ho avuto una tentazione fortissima, prima non mi era mai successo perché sono un tifoso malato del Milan, ma al 70° minuto volevo spegnere la tv», ha ammesso Gianluca Galliani nel corso della trasmissione. «Non l'ho fatto perché amo troppo questi colori, ma onestamente quello che vedo proprio non mi piace. La situazione per noi sostenitori sta diventando pesantuccia. Faccio veramente fatica a comprendere le logiche delle formazioni che scendono in campo, con elementi importanti lasciati costantemente in panchina e giocatori che hanno dimostrato di non essere da Milan schierati sempre titolari».

Il banco degli imputati di Amorim: i casi Estupiñan e Loftus-Cheek

La critica sollevata da Galliani intercetta il malumore diffuso della tifoseria rossonera sui social e sugli spalti. Sotto accusa c'è la gestione delle risorse da parte di Rúben Amorim, che in cinque partite ufficiali ha cambiato ben cinque formazioni diverse senza mai trovare un assetto stabile. Al tecnico portoghese viene imputato dai tifosi l'eccessivo spazio concesso a Pervis Estupiñán e Ruben Loftus-Cheek, le cui prestazioni recenti sono state giudicate del tutto insufficienti. Al contempo, il popolo milanista fatica ad accettare le continue esclusioni dall'undici di partenza di pedine di primo livello come Pulisic, Rabiot, Diego Moreira e Alexis Saelemaekers, che a gara in corso contro la Lazio avevano dato la scossa ma che in coppa non sono bastati a invertire la rotta.

Il caso Luka Modrić e l'accusa di lesa maestà a Milanello

A infiammare ulteriormente il dibattito nell'ambiente milanista è il trattamento riservato a Luka Modrić. Il fuoriclasse croato, Pallone d'Oro 2018, è finito al centro di quello che molti considerano un vero e proprio equivoco mediatico e tecnico gestito da Amorim. Sebbene a 41 anni il regista non possa garantire i chilometri, l'intensità e il dinamismo dinamico tipici di un profilo come Yunus Musah, il suo confinamento in panchina per novanta minuti contro i portoghesi viene percepito dalla tifoseria come un errore strategico e una mancanza di rispetto per la qualità assoluta che il croato potrebbe ancora iniettare in una manovra apparsa fin qui lenta e prevedibile.

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