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Maldini ‘flirta’ a Istanbul con il Fenerbahçe. Ma spunta il clamoroso retroscena sul Milan

Paolo Maldini, ex difensore e dirigente AC Milan, è nel mirino dei turchi del Fenerbahçe
Paolo Maldini avvistato a Istanbul con il candidato presidente del Fenerbahçe, Hakan Safi. Tra le offerte estere e il retroscena di un possibile ritorno al Milan, ecco la situazione della leggenda rossonera in momento chiave della stagione
Daniele Triolo Redattore 

Paolo Maldini lo ha sempre ribadito pubblicamente: in Italia non lavorerà mai per nessun club che non sia il Milan. L'unica vera eccezione è rappresentata dalla Nazionale Italiana, una maglia che lo storico numero 3 del Diavolo ha indossato per anni con orgoglio.

Mentre la FIGC, sotto la probabile futura presidenza di Giovanni Malagò, lo corteggia da settimane per affidargli la gestione del Club Italia e rilanciare il movimento azzurro, Maldini si trova a un bivio strategico che guarda con forza all'estero.


Il blitz a Istanbul: l'incontro con Hakan Safi

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Nelle ultime ore sono arrivate conferme importanti sulla sponda europea del Bosforo. Maldini è stato intercettato a Istanbul dal giornalista turco Yağız Sabuncuoğlu a colloquio con Hakan Safi, imprenditore e candidato alla presidenza del Fenerbahçe nelle elezioni societarie in programma il 6 e 7 giugno 2026.

Safi parte in svantaggio rispetto ad Aziz Yıldırım (storico patron dei gialloblù dal 1999 al 2018), ma la carta Maldini potrebbe stravolgere gli equilibri elettorali. Safi ha confermato l'ottimo rapporto personale con l'ex capitano rossonero, delineando i dettagli del piano per portarlo in Turchia:

  • Prima opzione: ruolo di consulente strategico e ambasciatore del brand Fenerbahçe nel mondo.
  • Seconda opzione: incarico operativo come Direttore Tecnico della società.
  • Maldini ha già rifiutato in passato le ricche avances della Saudi Pro League, dimostrando di privilegiare la qualità del progetto sportivo rispetto alle sole componenti economiche.

    Il retroscena de "Il Giornale": il pensiero fisso rimane il Milan

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    Dietro alla parziale freddezza di Maldini nell'accettare un ruolo operativo diretto all'estero ci sarebbe un motivo ben preciso. Secondo quanto riportato oggi in edicola da Il Giornale, nel cuore dell'ex direttore tecnico c'è ancora la volontà di tornare a Casa Milan.

    Maldini è fermo dal 5 giugno 2023, giorno del brusco licenziamento arrivato dopo il famoso colloquio con Gerry Cardinale. Un ritorno a breve termine con l'attuale assetto di RedBird appare quasi impossibile, ma la clamorosa rivoluzione dirigenziale che potrebbe scattare da domani potrebbe cambiare radicalmente le carte in tavola.

    Lo scenario: cosa serve per il clamoroso ritorno

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    Se l'esito di questa sera contro il Cagliari dovesse portare all'allontanamento definitivo dell'AD Giorgio Furlani e del DT Geoffrey Moncada, lo scenario politico a Casa Milan muterebbe rapidamente:

  • Nuova Governance: l'eventuale approdo di Adriano Galliani come amministratore delegato e della coppia Igli Tare-Massimiliano Allegri alla gestione dell'area sportiva creerebbe un contesto istituzionale differente.
  • La condizione: in questo incastro perfetto, un ritorno di Maldini non sarebbe più utopia. Il primo passo fondamentale, tuttavia, spetterebbe a Gerry Cardinale, chiamato a un profondo e pubblico passo indietro rispetto alle scelte di tre anni fa.