Geoffrey Moncada, direttore tecnico del club rossonero, sembra essere giunto al capolinea con il Milan. Dai colpi falliti sul mercato all'isolamento a Milanello con Massimiliano Allegri e Igli Tare: gli scenari tra Nizza e Siviglia
Con il match di questa sera contro il Cagliari si chiuderà ufficialmente la stagione 2025-2026 del Milan. Da domani, Gerry Cardinale – managing partner del fondo RedBird – darà il via alle valutazioni definitive per decidere chi, cosa e come cambiare per rifondare il club. Nell'organigramma rossonero nessuno può considerarsi al sicuro: dall'amministratore delegato Giorgio Furlani al tecnico Massimiliano Allegri, passando per il DS Igli Tare e il direttore tecnico Geoffrey Moncada.
Da Re del mercato a dirigente in bilico: la parabola di Moncada
Dirigente francese classe 1986, Moncada è arrivato in rossonero nel dicembre 2018 come capo dello scouting, dopo gli ottimi anni al Monaco (2012-2018). Nella sua prima fase milanista ha avuto il grande merito di scovare e segnalare profili del calibro di Rafael Leão, Mike Maignan, Pierre Kalulu e Theo Hernández.
Dall'agosto 2023, in seguito al licenziamento di Paolo Maldini, ha assunto il ruolo di direttore tecnico, coordinando il mercato insieme a Furlani. Da quel momento, però, i risultati sportivi sono stati fortemente discutibili.
Il bilancio del calciomercato: i colpi e i flop finanziari
La nuova strategia di Furlani e Moncada, iniziata dalla cessione di Sandro Tonali e proseguita con l'acquisto di giocatori di media caratura, ha visto pochissime luci e molte ombre sul piano degli investimenti:
- Il primo colpo riuscito: l'acquisto di Tijjani Reijnders dall'AZ Alkmaar per poco più di 23 milioni di euro, bonus inclusi. È stato però poi rivenduto al Manchester City per 70 milioni di euro, bonus inclusi.
- Il secondo colpo riuscito: l'acquisto di Strahinja Pavlović dal RB Salisburgo per poco più di 20 milioni di euro, bonus inclusi. È ancora oggi una colonna rossonera e vale almeno 50 milioni di euro.
- Alcune operazioni molto contestate: i 25 milioni di euro sborsati per Yunus Musah, i 15 milioni versati al Tottenham per Emerson Royal e i 28 milioni (bonus compresi) investiti per Samuel Chukwueze. E fossero le uniche.
Questo calo di competitività sul campo, unito alla perdita della spinta dello Scudetto 2022, ha indebolito la sua posizione societaria.
Isolato a Milanello: la rottura con Allegri e Tare
Nonostante un rinnovo contrattuale firmato lo scorso anno, la permanenza di Moncada a Milano appare oggi quasi impossibile a causa delle pesanti frizioni interne:
- Rapporti zero con il DS: non esiste praticamente dialogo con il direttore sportivo Igli Tare.
- Persona non gradita sul campo: Moncada è ormai considerato "persona indesiderata" a Milanello durante gli allenamenti della Prima Squadra guidata da Allegri.
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In caso di conferma della coppia Allegri-Tare, la convivenza con il dirigente francese diventerebbe utopia. L'unico alleato rimasto è Zlatan Ibrahimović, il quale, tuttavia, sembra destinato a uscire fortemente ridimensionato dalla rivoluzione di RedBird, mantenendo un ruolo legato al brand ma perdendo operatività sul fronte sportivo.
Il futuro di Moncada: sirene in Ligue 1 e Liga
Con la valigia ormai pronta insieme a Furlani, il futuro dell'ex Monaco potrebbe svilupparsi lontano dall'Italia. In possesso del patentino da direttore sportivo, Moncada vanta già ammiratori all'estero: è seguito con forte insistenza dal Nizza in Francia e dal Siviglia in Spagna, piazze pronte ad affidargli la gestione tecnica con un peso specifico differente rispetto alle pressioni di Casa Milan.
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