Il paradosso dei conti: tre bilanci in utile ma zero trofei
—In questi anni, Furlani ha fatto sì che il Milan chiudesse in utile gli ultimi tre bilanci consecutivi (2023, 2024 e 2025), un evento che in casa rossonera non si era mai verificato. Questo, però, a discapito del reale rafforzamento della squadra sul campo e delle ambizioni sportive.
Infatti, Furlani ha basato il suo modus operandi non soltanto sull'innalzamento dei ricavi, ma anche e soprattutto sul player trading e sulle plusvalenze. Ha ceduto via via tanti giocatori forti presenti nella rosa del Milan, da Sandro Tonali a Tijjani Reijnders, passando per Theo Hernández, depauperando l'organico invece di puntellare la rosa senza vendere i pezzi pregiati e costruirci su mattone dopo mattone. Esattamente come, per esempio, hanno fatto i vicini di casa dell'Inter, che, nello stesso periodo, hanno vinto 2 Scudetti e disputato 2 finali di Champions League.
La contestazione dei tifosi e le guerre intestine
—Questa visione affaristica e poco incline alla lungimiranza sportiva ha fatto finire Furlani al centro della feroce contestazione dei tifosi, sfociata di recente in una petizione online sul famoso sito 'Change.org' che ha superato le 52.500 firme in neanche venti giorni e in cori e striscioni contro prima, durante e dopo l'ultima partita interna del Diavolo con l'Atalanta.
Le guerre intestine con il tecnico Massimiliano Allegri (che gode della stima del proprietario Cardinale) e con il direttore sportivo Igli Tare hanno fatto il resto: da domani il Milan andrà incontro ad una rivoluzione dirigenziale e la prima testa a saltare dovrebbe essere quella di Furlani. Sempre ammesso che non sia Furlani stesso a sorprendere tutti, facendo un passo indietro: con le dimissioni da membro del CdA cadrebbe, in automatico, anche la carica di amministratore delegato.
L'era Calvelli: il nuovo uomo forte di RedBird in Italia
—L'uscita di scena di Furlani segna l'inizio della "Fase 2" della proprietà RedBird, caratterizzata dal definitivo distacco dall'eredità della gestione Elliott. Il punto di riferimento di questa transizione è Massimo Calvelli. Arrivato nei quadri dirigenziali come braccio destro di Gerry Cardinale, il manager sta accentrando su di sé le deleghe operative e strategiche del fondo a Milano.
Non si tratta di una semplice sostituzione di uomini, ma di un cambio di filosofia aziendale. A Calvelli è stato affidato il compito di ristrutturare l'intera catena di comando di Via Aldo Rossi. L'obiettivo, trovare un equilibrio più sostenibile tra la solidità dei conti (ereditata dal lavoro di Furlani) e una competitività sportiva internazionale che nell'ultimo biennio è venuta a mancare. Sarà lui, in prima persona, a condurre i colloqui decisivi per la scelta del nuovo amministratore delegato.
Il dopo Furlani: chi sarà il nuovo amministratore delegato?
—Al momento, non vi è alcuna certezza. Calvelli sta già valutando alcuni profili, italiani e stranieri, per la sostituzione del dirigente inviso alla tifoseria:
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