Dal calciomercato dei parametri zero alla linea verde di Oaktree: le ultime dichiarazioni del presidente nerazzurro aprono a un clamoroso dejavu in casa rossonera.
Maldini: "Sostenibilità, ambizione, vittorie: questa è la strada" | VIDEO
Le ultime dichiarazioni del presidente dell'Inter, Giuseppe Marotta, hanno l'effetto di un clamoroso ritorno al passato per chi mastica il calcio a tinte rossonere. Nel corso della sua ultima conferenza stampa, il numero uno nerazzurro ha tracciato la nuova linea societaria dettata da Oaktree: vincere attraverso la sostenibilità economica, stop alle spese irrazionali, contenimento drastico degli ingaggi e un focus massiccio sugli investimenti infrastrutturali. Un mantra che a Casa Milan si sente ripetere da anni, ma che sulla sponda nerazzurra del Naviglio assume oggi i contorni di una profonda e ironica ipocrisia.
I due pesi e due misure del giornalismo nostrano
Quando il Milan rinunciava volontariamente all'Europa, tagliava i costi, riduceva il monte ingaggi e puntava su colpi futuribili da 10-15 milioni di euro con stipendi light, l'opinione pubblica parlava di "ridimensionamento". Nessuno si spellava le mani a dire "bravi". Al contrario, si elogiava la gestione dell'Inter di Steven Zhang: un club che accumulava passività record e viveva palesemente sopra le proprie possibilità finanziarie, protetto da un sistema di vigilanza e sanzionatorio mai solerte o tempestivo come avrebbe dovuto essere.Il cortocircuito mediatico è emerso con forza negli ultimi tempi:
- Mentre le autorità si concentravano sulle inchieste relative alla gestione del Milan, l'Inter modificava assetti societari e quote interne senza che venissero sollevate le medesime e tempestive verifiche istituzionali.
- Mentre il Milan rispettava rigorosamente i paletti del Fair Play Finanziario, l'Inter capitalizzava sul campo raggiungendo due finali di Champions League grazie a una stabilità economica fittizia.
Prima o poi, però, i nodi vengono al pettine e la realtà bussa alla porta.
Dalla finanza allegra alla "strategia del gambero"
La transizione nerazzurra – gestita comunque con straordinaria abilità manageriale da Marotta, Ausilio e Baccin – ha dovuto invertire la rotta. Si è passati dai grandi acquisti alle grandi cessioni, inizialmente compensate dal rischioso giochino dei parametri zero con commissioni monstre e ingaggi pesanti. Una strada che ha comunque portato a due finali di Champions, ma oggi è diventata ufficialmente insostenibile e che la stessa dirigenza ha dovuto bandire.La nuova strategia impone un netto passo indietro. Niente più stipendi fuori portata per il mercato italiano, spazio a giovani a basso costo e contratti fortemente calmierati. Una filosofia che evoca, quasi parola per parola, le idee della gestione Elliott fin dal lontano 2018 e il modus operandi del primo Paolo Maldini (quando parlava di un mercato rossonero fatto di idee e creatività, a saldo zero. Vedi il video in questo articolo).
Buon anno, Inter: adesso comincia il bello
Vedere l'Inter costretta ad adeguarsi alle regole del mercato reale, dopo anni di deroghe morali ed economiche, non può che strappare un sorriso alla tifoseria milanista. Benvenuti tra noi comuni mortali, verrebbe da dire ai cugini nerazzurri. Il mercato estivo ne ha già offerto un assaggio lampante. Tra il clamoroso dietrofront di Marco Palestra, le complicate rincorse a Nico Paz e le stringenti necessità di bilancio, la sponda nerazzurra sta scoprendo che fare calcio con i conti a posto richiede una creatività finora sconosciuta da quelle parti. Benvenuti nell'era della sostenibilità e del bilancio prima di tutto, con trattative infinite per giocatori sconosciuti e poca voglia di sognare. In bocca al lupo, amici interisti: ora viene il bello, e noi milanisti ne sappiamo qualcosa.© RIPRODUZIONE RISERVATA