Il tifo organizzato rossonero si abbonerà alla nuova stagione, ma l'attacco è stato comunque lanciato: ecco il comunicato della Curva Sud

- Milano
Curva Sud in protesta: "Furlani vattene, Ibra, Scaroni e Moncada seguitelo" | PM

Curva Sud in protesta: "Furlani vattene, Ibra, Scaroni e Moncada seguitelo" | PM

Nel giorno del via della campagna acquisti del Milan per la nuova stagione, Curva Sud ha voluto pubblicare un durissimo comunicato. Il tifo organizzato rossonero ha annunciato che rinnoverà in blocco le proprie tessere, ma ha voluto comunque lanciare un attacco frontale alla proprietà americana, accusata di calpestare la storia del club e di puntare esclusivamente ai guadagni a discapito dei risultati sul campo. Molti tifosi, tramite social, avevano chiesto di boicottare gli abbonamenti per colpire la società attraverso il portafoglio. La Curva Sud, però, ha spiegato perché non seguirà questa linea di protesta.

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Milan, il comunicato della Curva Sud

Gli ultras rossoneri analizzato i conti del club dimostrando che uno sciopero delle tessere farebbe il gioco della proprietà anziché danneggiarla:
"Mentre da più parti si è sollevato un invito a non fare gli abbonamenti, con l'intento dichiarato di creare un danno economico alla Società e seguendo l'esempio di altre piazze, NOI come tifoseria organizzata, come anticipato alla festa di sabato scorso, abbiamo deciso di rinnovare in blocco i nostri abbonamenti. Le ragioni sono molteplici e molto semplici: In primis il nostro posto è sempre stato accanto alla nostra maglia a prescindere da presidenti, proprietari, allenatori, giocatori, magazzinieri ecc, In secondo luogo, se si analizzano prettamente i numeri (bilancio alla mano), gli abbonamenti rappresentano a spanne il 5% degli introiti complessivi di una stagione (circa 20mln di euro), discorso ben diverso generato dalla vendita dei biglietti delle singole partite che sono tre volte superiori. Per non parlare dei ricavi commerciali, dei diritti tv e della gestione dei calciatori, vera linfa per le casse societarie. Infine, rinunciare all'abbonamento non svuoterebbe lo stadio ma accelererebbe il processo di sostituzione dei tifosi con turisti/clienti, iniziato ormai diversi anni fa. Va da sé che il non abbonarsi creerebbe un danno economico minimo a questa proprietà, anzi si rivelerebbe un assist d'oro per rivendere partita per partita gli stessi seggiolini a prezzi maggiorati, triplicando le entrate."

Il Milan è della sua gente

Con questa presa di posizione, la Curva Sud ha tracciato una linea di confine chiarissima tra azienda e passione, ricordando che i proprietari passano ma la storia del club resta comunque. Riempire il secondo blu non è un atto di sottomissione, ma un vero e proprio atto di resistenza identitaria.

La scelta degli ultras diventa così un manifesto vero e proprio: in un calcio moderno che corre verso la monetizzazione ,la voce e le bandiere diventano l'unico argine rimasto per evitare che il club perda la sua anima: il tifo. Il gruppo, infatti, ha deciso di tenerla accesa ponendosi come l'ultimo baluardo romantico di un club che appartiene a chi lo ama:

"Abbonarsi non significa dare fiducia a questa dirigenza, né tantomeno finanziarne i progetti. Noi ci abboniamo per difendere il Milan, la sua storia, la sua tifoseria, portando avanti una passione tramandata da generazioni che negli ultimi anni è stata messa continuamente a dura prova dalle scelte prettamente imprenditoriali di questa società. Il Milan siamo noi, con le nostre bandiere, la nostra voce, la nostra presenza in ogni stadio d'Italia e d'Europa. Lasciare quei gradoni vuoti vorrebbe dire spegnere definitivamente la luce, la passione; popolarli è l'unica via per rimanere l'ultimo baluardo a difesa dei colori rossoneri. IL MILAN, PRIMA DI TUTTO, SEMPRE!".

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