Il retroscena: il piano di Furlani e il ribaltone di Cardinale
—Fino a quindici giorni fa, il destino dell'area tecnica sembrava già segnato. L'amministratore delegato Giorgio Furlani aveva pianificato un radicale "restyling" societario che prevedeva:
Tuttavia, la dura contestazione della tifoseria – culminata nella celebre petizione online da oltre 52.500 firme – ha indebolito la posizione dello stesso Furlani, oggi primo candidato a lasciare il club da domani mattina. Questo scossone politico ha cambiato i piani del proprietario Gerry Cardinale. Il patron di RedBird stima profondamente Allegri e, confermando la fiducia al tecnico toscano, ha automaticamente rilanciato le quotazioni di Igli Tare al centro del progetto sportivo rossonero.
Un DS operativo: le tre trattative calde di Tare
—A conferma di una sua permanenza tutt'altro che utopistica, i movimenti sotterranei delle ultime settimane mostrano un Tare pienamente calato nella realtà milanista e attivo su più tavoli di mercato:
Non solo mercato internazionale. Il dirigente albanese ha seguito da vicino anche la crescita dei giovani del vivaio. Era in tribuna d'onore all'U-Power Stadium a seguire Kevin Zeroli, prodotto delle giovanili rossonere, durante il match Monza-Juve Stabia, semifinale di ritorno dei playoff di Serie B.
L'asse con Allegri per il Milan del futuro
—Massimiliano Allegri ha sempre ribadito la totale sintonia con il modus operandi del suo direttore sportivo. Il feeling speciale del tecnico con Cardinale ha fatto da scudo a Tare, trasformandolo da dead man walking a perno della ricostruzione per la stagione 2026-2027. Ancora poche ore e il verdetto di San Siro stabilirà quale testa salterà nel management di Via Aldo Rossi e chi, invece, avrà le chiavi per disegnare il nuovo Milan.
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