Buon compleanno a SuperPippo Inzaghi. Ripercorriamo assieme le tappe della carriera dell'attuale allenatore del Palermo
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Ci sono giocatori che corrono per novanta minuti altri che incantano tutti con giocate di classe, e poi c'è Pippo Inzaghi. A lui bastava solo un guizzo, un rimpallo, un centimetro di spazio per cambiare totalmente qualsiasi azione. Oggi festeggiamo un'icona del calcio italiano: ex bomber del Milan e campione del mondo nel 2006, ad oggi allenatore del Palermo.
Milan, tanti auguri a Pippo Inzaghi
Se si dovesse riassumere la carriera dea calciatore di Inzaghi in una singola serata, il pensiero vola esclusivamente al 23 maggio 2007. La notte di Atene. La notte della rivincita del Milan contro il Liverpool firmata da una sua doppietta epica: un gol 'di spalla' deviatore su punizione di Pirlo e uno scatto millimetrico per saltare Reina. Ma la carriera di Pippo è molto di più:- L'esplosione e il capocannoniere: dai primi passi col Piacenza al titolo di 're dei bomber' con l'Atalanta (24 gol nella Serie A 96/97).
- Gli anni bianconeri: il triennio alla Juventus, dove con Del Piero e Zidane ha vinto uno scudetto formando una coppia d'attacco formidabile.
- La leggenda rossonera: 11 stagioni con il Milan, costellate da 2 Champions League, 2 scudetti, un Mondiale per club e oltre 120 gol.
- L'azzurro Mondiale: l'apice nel 2006 a Berlino, con il gol contro la Repubblica Ceca spinto in rete con la solita fame.
Con 313 gol in carriera, Inzaghi non è stato solo un centravanti semplice: è stato l'incarnazione del rapace dell'area di rigore. Per capire davvero chi sia Pippo Inzaghi, bisogna scavare nei dettagli e n qualche deliziosa mania o rito che lo ha accompagnato durante gli anni d'oro:
- La profezia di Ferguson: il leggendario allenatore del Manchester United disse di lui una fase rimasta nella astrai 'Quel ragazzo deve essere nato in posizione di fuorigioco'. Un tributo perfetto alla sua capacità unica di sfilare alle spalle dei difensori sul filo del rasoio.
- Il rito dei plasmon: più che una semplice dieta, una vera e propria scaramanzia. Prima di ogni partita, da giocare, Inzaghi era solito mangiare un pacchetto di biscotti per bambini. La regola d'oro? Dovevano essere rigorosamente integri e ne doveva lasciare sempre due.
Che sia con la maglia numero 9 appiccicata alla pelle o in giacca e cravatta a sbracciarsi al Barbera, Inzaghi resta un esempio puro di passione, dedizione e amore per il calcio. buon compleanno superpippo, e ad maiora per l'avventura in rosanero.
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