Trent'anni di presidenza e 29 trionfi. Tutti bellissimi, tutti da ricordare. Ne abbiamo scelti dieci, i più belli secondo noi. Ecco quali sono.

<strong>CHAMPIONS LEAGUE 2006/07</strong>

ancelotti-2007

Perdere una finale già vinta, rischiare l’esclusione dall’Europa per sanzioni disciplinari e rigiocare la finale contro la stessa squadra affrontata due anni prima. Questa è la sintesi del biennio 2005-07 europeo del Milan. Nell’estate 2006, a causa di 30 punti di penalizzazione in classifica, la squadra è costretta a giocare il turno preliminare di Champions League contro la Crvena Zvezda. A quel doppio impegno ci si arriva sotto gli occhi di tutti gli osservatori, poiché l’UEFA non vedeva di buon occhio la partecipazione ad una sua competizione di una squadra sanzionata a livello nazionale. Nonostante questo inizio di stagione sotto la lente d’ingrandimento, il Milan riesce ad arrivare fino ai quarti di finale, faticando solamente contro il Celtic Glasgow negli ottavi (passa ai tempi supplementari grazie ad un gol di Kaká). A partire dai quarti si iniziò a fare sul serio: vittoria all’Allianz Arena contro ilBayern, dopo il 2-2 casalingo, siglata da Seedorf e Inzaghi, 3-0 casalingo contro il Manchester United frutto di una partita perfetta – tanto da ricevere i complimenti ufficiali dell’UEFA – e seconda finale conquistata in tre anni. Ad Atene c’è il Liverpool (come 2 anni prima) che in semifinale aveva avuto la meglio sul Chelsea (come 2 anni prima). Rispetto al match di Istanbul sono i reds che meriterebbero di portarsi a casa la coppa ai punti; ma poiché il calcio non è la ginnastica – in cui c’è la giuria – è il Milan a portarsi in vantaggio alla fine del primo tempo. Su punizione di Pirlo Inzaghi devia la palla in rete portando in vantaggio i rossoneri. Nella ripresa Gerrard ha la possibilità di pareggiare, ma al momento decisivo, tira un rasoterra debole che Dida para facilmente. All’82° ancora Inzaghi entra in area, dribbla Reina e mette in rete il 2-0 che fa riesplodere l’Olimpico di Atene, ma a due minuti dal 90° Kuyt riapre la partita sugli sviluppi di un calcio d’angolo che fa ripiombare l’ambiente milanista (calciatori e tifosi) nell’incubo di Istanbul. Il recupero diventa un’eternità, gli inglesi – disperatamente alla ricerca del pareggio – chiudono il Milan nella propria metà campo, ma non riescono a passare, e al triplice fischio finale esplode tutta la gioia del popolo milanista: settima vittoria in Coppa dei Campioni (la quinta in vent’anni), un successo a cui nessuno – nemmeno il tifoso più ottimista – nemmeno credeva fino a marzo. Un coppa targata Inzaghi e soprattutto Kaká, che a fine anno gli consentirà di vincere il pallone d’oro, ma anche Paolo Maldini. Dopo il Mondiale 2002 molti osservatori lo davano per finito e lui decise di rinunciare alla Nazionale per dedicarsi completamente al Milan: in cinque anni il tempo ha dato ragione a lui e torto ai critici. Anche per questo è stato emozionante vederlo alzare la coppa al momento della premiazione.

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