Il tecnico portoghese entra nel casting rossonero. Idee alla Fàbregas, difesa a tre, il precedente Gyökeres: ecco come giocherebbe il suo Milan

- Milano

La complessa transizione tecnica del dopo Massimiliano Allegri si arricchisce di un nuovo, suggestivo capitolo. Il Milan prosegue la sua caccia all'allenatore che, a partire dalla stagione 2026-2027, guiderà la prima squadra rossonera. Sebbene sul tavolo restino calde le opzioni che portano a Oliver Glasner, Matthias Jaissle, Mauricio Pochettino e Álvaro Arbeloa, le indiscrezioni delle ultime ore evidenziano il prepotente ingresso in scena di Rúben Amorim.

Rúben Amorim, ex allenatore Sporting Lisbona e Manchester United, piace al Milan per la panchina

Dalla trincea del campo alla panchina: la storia di Amorim

Classe 1985, Amorim ha costruito la sua conoscenza calcistica partendo da una solida carriera sul terreno di gioco. In patria è stato un affidabile centrocampista centrale, vestendo le maglie di Belenenses, Benfica e Sporting Braga, con un'esperienza in Qatar con l'Al-Wakrah. Sebbene abbia vissuto quelle tappe spesso da comprimario e mai sotto la luce dei riflettori da protagonista assoluto, ha comunque messo in bacheca ben 13 trofei: una Coppa di Lega a Braga e i restanti successi con le 'Aquile' del Benfica, collezionando 6 Coppe di Lega, 4 campionati, una Coppa del Portogallo e una Supercoppa nazionale. A livello internazionale, il suo percorso vanta 39 presenze nelle selezioni giovanili lusitane e 14 apparizioni con la Nazionale maggiore del Portogallo.

È tuttavia nel ruolo di allenatore che Amorim ha compiuto il definitivo salto di qualità, catturando l'attenzione dei principali club continentali. Dopo le prime panchine formative al Casa Pia e nella squadra B del Braga, ha guidato la prima squadra alla conquista della Coppa di Lega portoghese nel 2020. Un successo che ha spinto lo Sporting Lisbona a investire su di lui nel marzo dello stesso anno. Allo stadio José Alvalade, il tecnico ha vissuto un ciclo d'oro vincendo 2 campionati, 2 Coppe di Lega e una Supercoppa del Portogallo.

La sua ascesa ha subito una brusca frenata nella parentesi in Premier League alla guida del Manchester United. Un'avventura iniziata in pompa magna nel novembre 2024 e conclusasi precocemente nel gennaio 2026 con l'esonero. Fermo da qualche mese e voglioso di immediato riscatto, Amorim rappresenta oggi un profilo che il Milan sta valutando con estrema attenzione.

La lavagna tattica: il 3-4-2-1 e l'analogia con Fàbregas

Dal punto di vista tattico, l'eventuale sbarco di Amorim a Milanello comporterebbe una profonda identità geometrica. Il suo modulo di riferimento è il 3-4-2-1, un sistema fluido capace di trasformarsi agevolmente in un 3-4-3 a seconda della posizione, più o meno accentrata, dei due trequartisti sotto punta. Sebbene sulla carta questo assetto ricordi la disposizione difensiva e offensiva delle squadre di Glasner, l'interpretazione del tecnico portoghese segue principi differenti.

Mentre il calcio di Glasner si fonda su ritmi verticali, intensità asfissiante, aggressione e transizioni rapide, la filosofia di Amorim si avvicina molto di più ai princìpi visti con Cesc Fàbregas. Le sue squadre prediligono un pressing alto e rigorosamente uomo su uomo in fase di non possesso, abbinato a una gestione del pallone fluida e manovrata.

La valorizzazione del centravanti e il fattore Gyökeres

Nel sistema di Amorim, la costruzione del gioco parte rigorosamente dal basso e si sviluppa attraverso lo sfruttamento costante dei quinti a tutta fascia. In questo scacchiere, il ruolo del centravanti diventa vitale. Il numero nove ideale non deve soltanto ripulire i palloni spalle alla porta e legare il reparto con i centrocampisti per favorire gli inserimenti dalle retrovie, ma deve possedere la gamba e la tecnica necessarie per dettare il passaggio in verticale e aggredire lo spazio profondo.

Un meccanismo perfetto che Amorim ha già sublimato a Lisbona con l'esplosione definitiva dello svedese Viktor Gyökeres, oggi punto di forza dell'Arsenal. La dirigenza del Milan osserva e riflette, consapevole che la scelta del nuovo tecnico configurerà non solo la panchina, ma anche le mosse del prossimo calciomercato.

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