Nel terzo anniversario della scomparsa del Presidente più vincente della storia rossonera, una riflessione a cuore aperto sulla deriva aziendalista del club
- Milano
Tre anni esatti senza Silvio Berlusconi. Il 12 giugno 2023 moriva il presidente più vincente della storia del calcio italiano e con lui, si può dire, anche una parte del Milan. Perché Berlusconi è stato colui che ha definito cosa significa "essere il Milan". Il suo manifesto era chiaro:
Vincere e convincere, essere più forti di tutto, degli avversari, dell'invidia, della sfortuna e delle ingiustizie.
12 giugno, tre anni senza Silvio Berlusconi: il vuoto incolmabile
Aveva modellato un DNA rossonero che si è velocemente infilato sotto pelle nelle vene di tutti i tifosi rossoneri. Non sono state solo le vittorie a creare quella magia, anche se ovviamente sono state una parte fondamentale. Berlusconi considerava il Milan una questione di cuore e di famiglia, un'istituzione con un'anima profondamente italiana. Il Club era il prolungamento del cuore, non del portafoglio, come oggi.Le vuote promesse di Cardinale
Ripensare a cosa eravamo e cosa siamo adesso fa impressione. Crea nostalgia e tenerezza. Eravamo felici senza saperlo. Ci guardavano, ci ammiravano, eravamo dei modelli. Di stile, di gioco, di organizzazione. Berlusconi-Galliani-Braida: tre uomini, una sola visione. Oggi fa rabbia pensare che tutta questa eredità sia stata spazzata via in un amen, da ego e personalismi, arroganza e incapacità. Gerry Cardinale è arrivato dall'America con la spocchia del numero uno ("Sarò un Berlusconi 2.0", ha più volte ripetuto) e con la presunzione di resettare tutto e insegnarci il calcio. Dopo 4 anni di insuccessi, liti intestine e promesse deliranti siamo ancora all'anno zero. Ma lo zero è da intendersi come zero idee, zero umiltà, zero rispetto verso una storia gloriosa e piena di successi.Abbiamo già un DNA, tenetevi il resto
Oggi, gli head hunters americani e le logiche di Wall Street stanno azzerando quell'imprinting. C'è un disperato bisogno di ritrovare quell'identità che ci ha resi re d'Europa, invece di lasciarsi guidare da logiche algoritmiche prive di passione. Oggi ci vogliono imporre la logica del player trading, quella del Gegenpressing o del calcio dominante. Paroloni vuoti di chi non sa di calcio e non sa di cosa parla. Con tutto il rispetto, ma il Milan non è una pagina bianca su cui scrivere una storia. E' un'enciclopedia con mille pagine di storia già scritte, con tratti distintivi chiarissimi. Non veniteci a dire cosa essere e cosa pensare. Noi abbiamo già un'identità vincente e non saranno americani, tedeschi o spagnoli a venire qui ad insegnarci cosa siamo."Perdonali, perché non sanno quello che fanno"
Perché no, non abbiamo bisogno di un nuovo DNA, abbiamo già il nostro. Quindi caro Zio Gerry, vuoi avere successo e vincere? Allora copia da Berlusconi. Si copia dai migliori e il migliore ce l'abbiamo avuto in casa per 30 anni. Fatti un ripasso veloce della storia. Ma non fartela spiegare dagli advisor, vieni a Milano, immergiti nel Milan. Parla con la gente, con i tifosi, confrontati a cuore aperto con il cuore pulsante del milanismo, stampa compresa. Oggi la tifoseria si sente smarrita di fronte a un club che sembra aver dimenticato le proprie radici. Abbiamo bisogno di riprendere in mano il nostro Milan. E tu Silvio, perdonali perché non sanno quello fanno. Stanno distruggendo la tua creatura più bella. E noi non dobbiamo permetterglielo. Sveglia, milanisti!© RIPRODUZIONE RISERVATA
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