Nel frattempo, Rangnick ha già indicato una short-list di tre allenatori ideali per il suo progetto tattico basato su pressing e intensità.
Il "Piano B" di Ibrahimović: la pista Ramón Planes-Pochettino
—Parallelamente si muove la fazione opposta, guidata da Zlatan Ibrahimović, Senior Advisor di RedBird per il Milan. Lo sbarco di Rangnick con pieni poteri azzererebbe di fatto l'influenza decisionale dello svedese sulle sorti del club. Per questo motivo, Ibrahimović sta spingendo con forza per un piano alternativo che prevede una struttura societaria più tradizionale.
Questo scenario vedrebbe lo spagnolo Ramón Planes nel ruolo di direttore sportivo e l'argentino Mauricio Pochettino in panchina. Secondo quanto riportato da Tuttosport e La Gazzetta dello Sport, i contatti con l'entourage dell'argentino sono vivi, tanto che esisterebbe già una bozza di accordo sulla base di un contratto pluriennale da 5 milioni di euro netti a stagione.
Il paradosso del doppio incarico e il fattore tempo
—L'eventuale scelta di Pochettino (così come quella di Rangnick) porta con sé una complicazione logistica non indifferente. L'allenatore argentino è l'attuale Commissario Tecnico degli Stati Uniti d'America, Nazionale che dovrà guidare nei prossimi Mondiali casalinghi.
Un doppio incarico di questo tipo finirebbe inevitabilmente per dilatare i tempi del suo effettivo sbarco a Milano, rallentando la programmazione in un'annata che si preannuncia di totale ricostruzione. Un lusso temporale che il Milan, in questo momento storico, deve valutare se può davvero permettersi.
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