Qualora via Aldo Rossi dovesse porre dei paletti a questo piano di centralizzazione, Rangnick interromperà i negoziati per valutare il rinnovo contrattuale già offerto dalla ÖFB (la Federazione calcistica austriaca).
L'attesa di Glasner e il fattore "protezione aziendale"
—Sul fronte panchina, Oliver Glasner — sponsorizzato direttamente da Rangnick — attende la mossa ufficiale di Cardinale dopo il proficuo summit di sei ore andato in scena martedì scorso a Monaco di Baviera. Il tecnico ex Eintracht e Crystal Palace è entusiasta della prospettiva rossonera. È convinto di poter trapiantare a San Siro una mentalità fortemente offensiva e un calcio spettacolare. Ma ha posto una condizione legata alla sua storia tattica.
Glasner è consapevole che i suoi sistemi di gioco, complessi e dispendiosi, richiedono tempo. Storicamente le sue squadre faticano nei primi mesi di campionato per poi decollare nella seconda metà della stagione. Per questa ragione, l'austriaco ha chiesto di essere esplicitamente protetto e sostenuto dalla società davanti alle critiche che potrebbero pervenire dalla piazza nelle settimane iniziali.
Un sostegno che, secondo la "rosea", Cardinale è assolutamente intenzionato a garantire. Avendo già avvicendato ben quattro allenatori nel corso degli ultimi anni, la proprietà RedBird avverte l'esigenza di trovare stabilità a lungo termine, evitando nuovi scossoni. Glasner confida in una nuova convocazione a ore, magari tramite un meeting online già nella giornata odierna. L'opzione Milan resta la sua priorità assoluta. Se l'accordo dovesse saltare, l'allenatore rifiuterà le ricche sirene olandesi del Feyenoord, preferendo rimanere fermo in attesa di una chiamata da un top club a stagione in corso.
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