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Milan, la settimana delle scelte: Cardinale chiamato a completare la sua rivoluzione

Gerry Cardinale managing partner RedBird e proprietario AC Milan
Gerry Cardinale, managing partner del fondo RedBird e proprietario del Milan, è chiamato a trovare i sostituti dei dirigenti e dell'allenatore licenziati il 25 maggio scorso. Ci sono state due settimane di colloqui: ora servono le scelte forti
Daniele Triolo Redattore 

Siamo entrati ufficialmente oggi nella terza settimana da quando Gerry Cardinale, managing partner del fondo RedBird e proprietario del Milan, ha azzerato totalmente l'area dirigenziale e tecnica del club rossonero. Quello dello scorso lunedì 25 maggio è stato un vero e proprio terremoto. I licenziamenti in blocco di Giorgio Furlani, Geoffrey Moncada, Igli Tare e Massimiliano Allegri hanno segnato il punto di non ritorno dopo la dolorosa mancata qualificazione alla successiva Champions League.

Il giorno stesso del quadruplo esonero, durante un briefing ristretto con alcuni giornalisti, Cardinale aveva fatto trapelare che la nomina dei sostituti sarebbe avvenuta in un arco temporale di 7-10 giorni. Tuttavia, in corso d'opera, le tempistiche sono mutate. La proprietà ha preferito rallentare i tempi, scegliendo di procedere senza fretta per ponderare al meglio figure su cui non vi fosse una convinzione totale, evitando scelte affrettate in un momento così cruciale.


L'ombra del dubbio e l'interinato di Massimo Calvelli

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Come evidenziato dalle colonne di Tuttosport oggi in edicola, la prolungata assenza di una struttura operativa solida fa riflettere gli addetti ai lavori. Nonostante il cambio dei vertici (in particolare di Furlani e Tare) fosse probabilmente pianificato da mesi, il club si è presentato all'alba della programmazione per la stagione 2026-2027 senza un organigramma pronto a subentrare.

Al momento, l'unico pilastro concreto della transizione è rappresentato da Massimo Calvelli, uomo di fiducia per l'area sport di RedBird, che ha assunto ad interim alcune delle deleghe operative precedentemente in mano all'ex amministratore delegato Furlani. Per il resto, l'ambiente rossonero vive in una condizione di totale incertezza strategica.

Il nodo Ralf Rangnick: la richiesta di "carta bianca" che spacca la dirigenza

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Il fulcro dell'incertezza risiede nella proposta avanzata a Ralf Rangnick per il ruolo di direttore tecnico. Il manager tedesco rappresenta la prima scelta di Cardinale e Calvelli, ma la trattativa è frenata dalle pesanti condizioni poste dall'attuale commissario tecnico dell'Austria. Rangnick pretende infatti carta bianca assoluta. Una supervisione totale che non si limiti al calciomercato e alla Prima Squadra, ma che si estenda in modo verticale anche alla gestione del settore giovanile.

Questa centralizzazione dei poteri trova la netta opposizione di Zlatan Ibrahimović. Il Senior Advisor di RedBird teme che consegnare le chiavi del progetto sportivo interamente nelle mani del tecnico tedesco possa azzerare il proprio raggio d'azione e la propria capacità decisionale. Inoltre, l'arrivo del "Professore" metterebbe a forte rischio l'autonomia operativa e il lavoro di Jovan Kirovski, dirigente fortemente voluto da Ibra alla guida del progetto Milan Futuro.

I due scenari a confronto: la linea RedBird contro il "Piano B" di Ibrahimović

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Le prossime ore configureranno l'assetto definitivo del Diavolo attraverso uno scontro di visioni interne ben definito.

  • Lo scenario Rangnick (Asse Cardinale-Calvelli): prevede l'approdo del tedesco come DT, affiancato da uno dei suoi storici pupilli in panchina — in forte rialzo la candidatura di Oliver Glasner, seguito a ruota da Matthias Jaissle — con l'eventuale inserimento di Johannes Spors nel ruolo di direttore sportivo.
  • Il "Piano B" di Ibrahimović: un'alternativa dal forte sapore internazionale che vede lo spagnolo Ramón Planes (attuale advisor dell'Al-Ittihad ed ex Barcellona) nel ruolo di DS, supportato dalla mediazione dell'agente Rafaela Pimenta, vicina allo svedese. Per la panchina, l'obiettivo primario di questa corrente è l'ingaggio di Mauricio Pochettino, profilo già bloccato e pronto a subentrare.
  • Siamo giunti alla settimana delle decisioni definitive. Spetterà interamente a Gerry Cardinale l'onere di completare e giustificare la profonda rivoluzione avviata, forse con un eccesso di foga e in modo improvviso, lo scorso lunedì 25 maggio.