Cardinale non deroga alla sua linea: prima il DT, poi l'allenatore. Intesa economica con Glasner a 3,5 milioni, ma il nodo Rangnick blocca ancora le ufficialità
Perché il Milan pensa a Rangnick? Ecco qualche dettaglio
A quasi venti giorni dall'azzeramento totale della dirigenza e dell'area tecnica voluto da Gerry Cardinale, il Milan si trova nel pieno di una transizione strategica delicata. Nonostante la fitta agenda di colloqui gestita dal managing partner di RedBird, le caselle lasciate vuote dagli addii di Giorgio Furlani, Geoffrey Moncada, Igli Tare e Massimiliano Allegri non sono ancora state ufficialmente colmate. La linea della proprietà americana è ferrea: la nomina del nuovo Direttore Tecnico deve tassativamente precedere l'annuncio del mister.
Il casting per la panchina: Oliver Glasner resta in pole position
In questo scenario di attesa, il profilo più accreditato per guidare il Milan nella stagione 2026-2027 resta quello di Oliver Glasner. L'ex tecnico del Crystal Palace ha manifestato una netta preferenza per il club rossonero, tanto da respingere i sondaggi concreti arrivati da Feyenoord e Fulham. Secondo le ultime indiscrezioni di mercato sponda La Gazzetta dello Sport, tra il Diavolo e l'allenatore austriaco esisterebbe già una bozza d'intesa per un contratto biennale fino al 30 giugno 2028, con opzione per il terzo anno, sulla base di un ingaggio da 3,5 milioni di euro a stagione più bonus.Tuttavia, l'ufficializzazione dell'accordo è congelata. Fonti vicine a Via Aldo Rossi confermano che il casting complessivo non è terminato e che nessuna decisione definitiva verrà presa prima del weekend. La giornata di domani, venerdì 12 giugno, rappresenterà un momento cruciale per riallacciare i contatti con i candidati e definire i dettagli operativi.
Il braccio di ferro con Rangnick e le opzioni sul tavolo
La vera complessità della transizione risiede nel negoziato con Ralf Rangnick, l'uomo prescelto da RedBird per il ruolo di Direttore Tecnico. Dopo il summit di Vienna, i contatti tra le parti sono proseguiti, evidenziando però una sostanziale distanza ideologica. Il Milan nutre forti perplessità sulle tempistiche d'inserimento del manager tedesco — attualmente focalizzato sui Mondiali alla guida della Nazionale dell'Austria — e sulla sua storica intransigenza nella gestione integrale dell'area sportiva.Dal canto suo, Rangnick esige garanzie assolute contro eventuali ingerenze societarie nell'area scouting e di campo, temendo promesse disattese. Sullo sfondo resta inoltre la proposta di rinnovo presentata dalla ÖFB (Federazione Calcistica Austriaca) per trattenerlo sulla panchina della Nazionale. Nelle prossime ore si capirà se Cardinale riuscirà a sbloccare il tandem Rangnick-Glasner o se il Milan virerà su una soluzione alternativa, affiancando all'allenatore austriaco profili dirigenziali differenti ma di sua assoluta fiducia.
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