Tre gare storte, Cardinale a Milano e i casi Modric-Ramos: Amorim, cosa sta succedendo?
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Tre passaggi a vuoto consecutivi tra Juventus, Lazio e Benfica hanno aperto la 'prima vera crisi' del Milan di Ruben Amorim. Con Gerry Cardinale in arrivo a Milano per pretendere un'inversione di rotta, Amorim si trova ad affrontare una 'tempesta' che ha due nomi ben precisi; Goncalo Ramos e Luka Modric.
Milan, la sfida di Amorim
La punta portoghese, certificata acquisto più oneroso della storia rossonera, da una parte, la classe del pallone d'oro croato dall'altra.Per risalire, infatti, la priorità di Amorim sarà far rendere al meglio queste due pedine. l'impatto estivo dell'ex PSG aveva fatto entusiasmare tutti i tifosi: sponde, varchi aperti per gli inserimenti e una presenza costante nell'area avversaria.
Con l'inizio del campionato, però, quelle qualità sembrano essere sparite, lasciando spazio a tantissima difficoltà. L'unica parentesi positiva resta la gara avuta contro il Venezia, dove il portoghese è andato a segno, ma anche con ben tre occasioni da gol sprecate. Nelle altre sfide, invece, il calciatore è apparso molto solo e, soprattutto, non pericoloso.
Non è una questione di impegno, questo è certo, ma più un fattore di collocazione e rendimento. Il portoghese, infatti, percorre una media di circa 10,5 chilometri a partita, una cifra sovrapponibile ad un mediano come Musah. Il portoghese, inoltre, tocca circa 39 palle a partita, con una media di 3,4 tiri a match e 0,8 nello specchio della porta.
Il confronto con Gimenez, inoltre, mostra un grande paradosso: nonostante l'approccio 'rivoluzionario' e offensivo di Amorim, l'attaccante della scorsa stagione riusciva ad inquadrare con più frequenza lo specchio della porta pur toccando molti meno palloni.
La questione Modric
Se per Goncalo Ramos il problema è legato all'efficacia negli ultimi metri, per Modric la questione è puramente strutturale.Convinto a rimanere proprio da Amorim, il croato si trova penalizzato. Con Allegri, Modric agiva da regista basso in un centrocampo a tre, coperto dai braccetti e libero di gestire i temp di gioco.Nel nuovo modulo di Amorim, il 3-4-2-1, ai due interni vengono richiesti dei ritmi veramente insostenibili, un aggressione alta e costante copertura di campo, caratteristiche che non si sposano al meglio con l'età dell'ex Real Madrid. Ora Amorim ha solo una missione: far rendere questi due giocatori al meglio, riprendendosi così il Milan.
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