La Gazzetta dello Sport analizza il momento rossonero dopo il Benfica: l'attacco non punge, la difesa balla e spunta lo spettro del gioco di Massimiliano Allegri
Milan-Benfica 0-2, tifosi sui social duri con Amorim: "Impresentabili. Amorim non mangia il panettone"
Il faccia a faccia tra il proprietario del Milan Gerry Cardinale e l'allenatore Rúben Amorim ha congelato momentaneamente la crisi dopo lo 0-2 subito a San Siro contro il Benfica in Europa League, ma ha fatto emergere le contraddizioni del progetto rossonero. Secondo l'analisi odierna de La Gazzetta dello Sport, il Diavolo deve risolvere due problemi: l'isolamento del centravanti Gonçalo Ramos, a secco di rifornimenti da parte di Ruben Loftus-Cheek e Omari Hutchinson, e le preoccupanti praterie concesse davanti a Mike Maignan, con il paradosso del giovane Alphadjo Cisse che si riscopre inaspettato bomber della squadra.
Il paradosso dell'attacco: l'equivoco Gonçalo Ramos e la sorpresa Cisse
I numeri della produzione offensiva rossonera iniziano a far scalpore se rapportati agli investimenti estivi. A fronte dei 74 milioni di euro spesi per strappare Gonçalo Ramos al PSG, l'attaccante portoghese è fermo a una sola rete stagionale, segnata contro il Venezia. Il capocannoniere del Milan è invece Alphadjo Cisse, autore dei gol contro Torino e Juventus e inizialmente inserito nella lista dei partenti in prestito. Il digiuno dell'ex parigino nasce dalla totale assenza di cross e palloni giocabili: la manovra pecca di fantasia, dato che Loftus-Cheek non ha il passo del trequartista puro e Hutchinson è stato bocciato dopo il primo tempo contro il Benfica. Al momento, le uniche fiammate creative arrivano dagli ingressi a gara in corso di Christian Pulisic e Alexis Saelemaekers.Fragilità difensiva e il dilemma di Amorim: formazione errata o cambi tardivi?
I veri squilibri della squadra di Rúben Amorim nascono però dalla fase difensiva. Ogni volta che gli avversari verticalizzano in velocità, la retroguardia dà la sensazione di sbandare vistosamente, lasciando Maignan esposto alle ripartenze. I gol subiti in ben quattro delle cinque partite ufficiali disputate finora certificano gravi difficoltà strutturali. Il dato più allarmante evidenziato dalla 'rosea' riguarda l'assenza di un undici base: cinque partite e cinque formazioni diverse. Con gli uomini scelti dal primo minuto, il Milan non ha mai segnato un solo gol nei primi 45 minuti di gioco, costringendo il tecnico a correzioni disperate all'intervallo.Mancanza di identità: il Milan si scopre "allegriano" e senza energia
Oltre all'aspetto puramente tattico, a preoccupare la dirigenza di via Aldo Rossi è l'atteggiamento mentale del gruppo. L'intensità e il pressing feroce visti al debutto contro il Torino sono progressivamente svaniti, lasciando spazio a una squadra attendista e molto vicina alla filosofia calcistica di Massimiliano Allegri, da cui la proprietà voleva staccarsi. Le dichiarazioni post-partita di Amorim su una squadra priva di energia e convinzioni lasciano perplessi: dopo un anno di assenza dalle competizioni europee e con un San Siro tutto esaurito, l'approccio molle contro il Benfica resta un mistero. Il tecnico dovrà sfruttare i giorni che precedono la sfida contro il Lecce a Milanello per rigenerare i nervi di una squadra apparsa già logora a metà settembre.© RIPRODUZIONE RISERVATA