Il giornalista del Corriere della Sera stronca i rossoneri dopo il Benfica: "Rúben Amorim non sa cucinare con ciò che ha, proprietà senza una vera logica"

- Milano
Milan-Benfica 0-2, tifosi sui social duri con Amorim: "Impresentabili. Amorim non mangia il panettone"

Milan-Benfica 0-2, tifosi sui social duri con Amorim: "Impresentabili. Amorim non mangia il panettone"

L'editoriale di Alessandro Bocci sulle pagine del Corriere della Sera traccia un bilancio impietoso del momento horror in casa Milan. La sconfitta interna per 0-2 a San Siro contro il Benfica in Europa League viene descritta come l'inevitabile conseguenza di un progetto che manifesta approcci mosci, distrazioni difensive e confusione tattica. Sotto la lente d'ingrandimento del giornalista finiscono non solo l'allenatore Rúben Amorim e le prestazioni deludenti di Gonçalo Ramos, ma anche le scelte di programmazione del patron Gerry Cardinale, che avrebbe cambiato troppi profili tecnici passando da Paulo Fonseca a Massimiliano Allegri fino al portoghese.

Rúben Amorim (allenatore AC Milan), qu con il suo attaccante Gonçalo Ramos durante Milan-Venezia 2-0 (Serie. A 2026-2027)

Le contraddizioni di Amorim: dalle pagelle al mercato alle scuse tattiche

Nel suo attacco frontale, Bocci sottolinea come Rúben Amorim ci abbia messo molto del suo attraverso formazioni sbagliate, una gestione del turnover considerata pessima e uno scarso feeling con i senatori dello spogliatoio rossonero. A pesare sono anche le dichiarazioni fortemente contraddittorie del tecnico lusitano: se alla vigilia della sfida contro la Juventus aveva promosso il calciomercato estivo con un rotondo "voto 10", appena undici giorni dopo ha ritrattato, lamentando di non avere in rosa i giocatori adatti a interpretare il suo sistema di gioco. Un atteggiamento che Bocci ha liquidato ricordando che un grande allenatore deve saper gestire i momenti complicati e, soprattutto, saper cucinare con quello che trova nella dispensa della società.

Il banco degli imputati: le colpe di Gerry Cardinale e il caso Gonçalo Ramos

Secondo l'analisi del quotidiano generalista, l'allenatore non è l'unico responsabile di questo avvio di stagione fallimentare. Le colpe principali vengono estese alla dirigenza di via Aldo Rossi. Il Milan viene descritto come un club con molte idee, ma quasi tutte confuse, dove la proprietà guidata da Gerry Cardinale inizia ogni annata con un piano per poi modificarlo in corsa in base all'emergenza del momento. Questa schizofrenia progettuale ha portato a una squadra definita senza capo né coda, simboleggiata dal rendimento di Gonçalo Ramos: il centravanti, strapagato 74 milioni di euro in estate, nelle ultime tre partite ufficiali non è mai riuscito a calciare verso la porta avversaria, specchio fedele di un gruppo che non crede più in quello che fa.

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