Intervenuto alla Gazzetta dello Sport, l'ex difensore Fabiano Santacroce ha voluto spendere alcune parole sull'ex rossonero Alexandre Pato
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Fabiano Santacroce, ex difensore, voluto rilasciare una lunga intervista ai microfoni della Gazzetta dello Sport ripercorrendo alcuni dei duelli più complicati in Serie A. Dei tanti campioni incrociati, Santacroce ha voluto indicare Pato, all'epoca calciatore del Milan, come il giocatore più difficile da contenere.
Milan, le parole su Pato di Santacroce
Il calciatore brasiliano, soprattutto durante la sua prima stagione con la maglia rossonera, aveva impressionato l'ex centrale per la velocità e la qualità che aveva, caratteristiche che secondo Santacroce lo rendevano praticamente impossibile da fermare.
Un altro avversario particolarmente ostico si è rivelato essere Hernan Crespo. In questo caso, più che le qualità atletiche, a colpire di Santacroce era soprattutto l' ntelligenza tattica dell'argentino. L'ex difensore infatti ha scherzosamente paragonato i suoi movimenti alla scena della partita sulla spiaggia di 'Tre uomini e una gamba' :
"Pato. Nel suo primo anno al Milan era impossibile da marcare. Uno di quelli che mi ha dato più fastidio è stato Crespo: aveva un’intelligenza tattica smisurata. Ricorda la scena della partita in spiaggia in 'Tre uomini e una gamba' di Aldo, Giovanni e Giacomo? Ecco, sfidare Crespo era così. All’improvviso spariva, sembrava fosse nascosto sotto la sabbia. Ma in campo ne ho viste di tutti i colori.
Durante l'intervista non è mancato neanche un divertente retroscena su Antonio Cassano. Santacroce ha ricordato una sfida contro la Sampdoria alla quale arrivato molto teso. In piena partita però, Cassano riuscì a cambiare l'atmosfera perché, dopo aver richiamato l'attenzione del difensore, si avvicinò ad un giocatore avversario che conosceva bene e gli strizzò il sedere: un gesto inaspettato che fece scoppiare a ridere diversi calciatori sul campo:
"Un esempio? Ricordo una gara contro la Sampdoria di Cassano. Ero teso, loro avevano una bella squadra. A un certo punto, mentre eravamo in campo, sento: 'Santa, Santa'. Era Antonio, che mi dice: 'Guarda cosa faccio adesso'. Andò da un mio compagno di squadra, che lui conosceva bene, e gli strizzò il sedere. Scoppiammo tutti a ridere, in piena partita. Era un folle".
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