Intervistato dal Corriere della Sera, Gianni Rivera, ex Milan, ha voluto ricordare la semifinale del Mondiale tra Italia e Germania dell'Ovest

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Ci sono luoghi che non sono solo erba e cemento, ma dei veri santuari. Lo Stadio Azteca è, ovviamente, uno di questi. E quando Gianni Rivera, bandiera del Milan, vi metterà piede, dato che sarà uno degli ospiti d’onore della gara inaugurale dei Mondiali, il tempo sembrerà fermarsi.

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Ormai sono passati ben 56 lunghi anni dal 17 giugno 1970, giorno in cui Rivera firmò il gol del 4-3 contro la Germania Ovest. La partita viene ricordata nuovamente dal ‘Golden Boy’ stesso attraverso una lunga intervista rilasciata ai microfoni de ‘Il Corriere della Sera.

Lo "Sliding Door" di Schnellinger: un gol nato quasi per caso

Un grandissimo retroscena riguarda proprio Karl-Heinz Schnellinger: senza il difensore tedesco, compagno di Rivera in rossonero, il 4-3 non sarebbe mai esistito:
«Karl-Heinz era stato inizialmente escluso dai convocati. Entrò nei ventidue all'ultimo momento solo per sostituire l'infortunato Haller. Ricordo che il Milan lo lasciò partire solo dopo aver stipulato una polizza milionaria contro gli infortuni. Ironia della sorte, l'unico danno Schnellinger lo fece a noi azzurri».

La missione segreta di Nereo Rocco: assalto a Gerd Müller

Il Mondiale del 1970 per Rivera fu anche profonda sofferenza, non solo gioia, il tutto a causa della "staffetta" con Sandro Mazzola. In quel momento ci pensò Nereo Rocco: prese un volo per il Messico proprio per far fare pace ai due giocatori. Ma questa non era la motivazione principale: Nereo Rocco andò in Messico per provare a portare a Milano Gerd Müller.
«Io, Pierino Prati e Gerd Müller insieme al Milan... saremmo stati un attacco niente male»

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