João Pereira, allenatore portoghese, ha parlato del suo connazionale e nuovo tecnico del Milan Ruben Amorim: queste le sue dichiarazioni

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Il nuovo corso del Milan riparte da Ruben Amorim, e a tracciare il profilo del tecnico portoghese ci ha pensato un collega che ne conosce da vicino idee, filosofia e percorso: João Pereira. Intervistato ai microfoni di 'Tuttomercatoweb.it’, l'attuale allenatore dell’Alanyaspor ha speso parole di grande stima per il connazionale, sottolineandone la forte identità di gioco e la capacità di incidere al di là dell'età anagrafica.

Milan, le parole di João Pereira su Amorim

Pereira ha iniziato raccontando il calcio di Amorim, sottolineando la grande capacità dell'allenatore del Milan di trasmettere un'identità precisa alle proprie squadra.
“Nutro un grande rispetto per Rúben e per il suo percorso. Di lui apprezzo soprattutto la capacità di trasmettere un'identità precisa. Quando guardi giocare una sua squadra vedi subito idee chiare: sai esattamente come imposta la manovra, come pressa, come copre il campo e come attacca”.
Amorim

Le squadre di Ruben Amorim giocano con un 3-4-2-1 che può trasformarsi in un 3-4-3 a seconda degli interpreti. I principi a cui il tecnico portoghese non rinuncia mai sono la costruzione dal basso, il pressing a tutto campo e la riaggressione alta dopo aver perso il pallone.

Il legame con il Casa Pia

Successivamente, Pereira è tornato sull'esperienza in comune con Amorim al Casa Pia.
“Abbiamo avuto carriere differenti, ma il passaggio al Casa Pia è un bel punto in comune. È una realtà in cui un tecnico giovane deve sapersi inventare soluzioni, spiegarsi in modo diretto e tirare fuori il massimo dal materiale che ha a disposizione”.

I criteri per valutare un allenatore secondo João Pereira

Pereira ha chiuso l'intervista rispondendo alle polemiche legate alla giovane età di Amorim.
“L’età anagrafica non conta e non deve essere un fattore decisivo. Bisogna chiedersi altro: sei preparato? Sai gestire un gruppo e far migliorare i singoli? Riesci a dare un'impronta precisa alla squadra? E soprattutto, sai portare a casa i risultati? Alla fine sono solo questi gli aspetti che contano per un allenatore”.

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