"Quando il Milan bussa è impossibile dire no". L'esterno rossonero svela i retroscena sul suo arrivo, gli idoli d'infanzia e la promessa in vista del derby
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Diego Moreira, esterno del Milan, è stato protagonista di "Remember the name", format di "DAZN". Il classe 2004 si è raccontato a cuore aperto:
"Da quando ho 15 anni ho lasciato la mia casa e mia madre per il calcio. Sono contento di averlo fatto perché ho sempre saputo cosa volevo fare e dove voler arrivare. Servono sacrifici e la mia famiglia mi ha aiutato molto, ora siamo felici. Mia madre è unica ha fatto tutto per me, ha fatto tanti sacrifici".
Parole importanti anche per suo padre Almami Samori da Silva Moreira, ex calciatore guineense:
"Con mio padre abbiamo un rapporto speciale, parliamo spesso di calcio. Mi dà dei consigli, la maggior parte delle volte mi sgrida. Quando perdo una partita parlo solo con lui dopo la partita perché so che parleremo solo di calcio. Se ho fatto una grande partita parlo con tutti. È stato lui a chiamarmi per dirmi che il Milan era fortemente interessato a me. Quando il Milan bussa alla porta è difficile dire no. Era felicissimo per me come la mia famiglia. Arrivare al Milan a soli 22 anni è veramente bello".
Gli idoli d'infanzia di Moreira: da Eden Hazard a Cristiano Ronaldo
Spazio poi agli idoli calcistici partendo da Eden Hazard:"Un crack, un grande campione. Quando cresci guardando questi calciatori ti spinge a fare sempre di più. È un'ispirazione, lo voglio ringraziare per quanto dato al calcio. Un calciatore pazzesco".
Si passa poi a Cristiano Ronaldo:
"Sì, è il mio più grande idolo, è il più grande e un'ispirazione in tutto. Volevo essere lui e farmi anche gli stessi capelli. Volevo seguire la sua strada, per me lui è il calcio, il mio giocatore preferito. Lo ringrazio, è semplicemente incredibile. Non ho parole perché quando lo vedo giocare oggi provo le stesse sensazioni del passato. Ha più di 40 anni e continua a segnare".
L'eredità del numero 22 di Kaká e la carica per il Derby
"Volevo la 7 quando sono arrivato, potevo cambiare, ma mi piace anche la 22. Penso stia bene sulla mia schiena. È un onore, lui ha lasciato un'eredità qui al Milan con questo numero. Se mi ricordo contro chi ha segnato il suo primo gol in rossonero? Io ho segnato il mio primo gol contro la Lazio, potrebbe essere contro la Lazio o l'Inter, vado con l'Inter".
Risposta presa e storicamente esatta. Ovviamente Moreira ha parlato anche del derby in programma domani sera:
"Milan-Inter è uno dei più grandi derby d'Europa, siamo carichi. Morirei per la mia squadra specialmente in queste partite, non vedo l'ora. E se segni farai la breakdance? No, non voglio infortunarmi".
Il bel rapporto con Adrien Rabiot:
"Dal primo giorno mi ha accolto a braccia aperte ed è stato subito carino. Siamo sempre gli ultimi nello spogliatoio, finiamo di mangiare insieme e parliamo di tutto, di vita e di calcio. Anche in campo abbiamo un ottimo rapporto, mi piace molto come calciatore. Il gruppo mi ha capito subito e mi ha accolto alla grande, mi trovo bene".
La formula di Moreira per riportare il Milan alla sua grandezza:
"Dobbiamo vincere le partite, solo questo. Abbiamo giocatori di qualità, una grande squadra, un grande gruppo, un grande spirito. Vincere le partite e tenere il gruppo stretto, questo è il calcio e ciò che rappresenta il Milan".
Come va con l'italiano: "Bene, a dicembre la prima intervista in italiano".
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