L'ex presidente dell'Inter Massimo Moratti analizza il calcio moderno, facendo un paragone tra Silvio Berlusconi e le attuali proprietà straniere

- Milano
Silvio Berlusconi e Yonghong Li a Villa San Martino, foto Auro Palomba

Moratti e Berlusconi, per loro premio Rosa Camuna

Massimo Moratti, storico presidente dell'Inter e protagonista di una lunga rivalità sportiva con il Milan di Silvio Berlusconi, ha analizzato lo stato di salute del calcio italiano in un'intervista a ‘Soccer Magazine’. L'ex patron nerazzurro ha fotografato il passaggio dalla passione degli imprenditori italiani a un sistema dominato da fondi stranieri, guidati da logiche puramente aziendali. Questo cambiamento ha ridefinito il ruolo dei presidenti tradizionali, indebolendo la presenza di storiche bandiere come Paolo Maldini e Javier Zanetti.

Il confronto tra Berlusconi e i nuovi presidenti

Nel corso dell'intervista, l'ex patron nerazzurro si è soffermato sul distacco tra la figura di Silvio Berlusconi e i nuovi proprietari dei club italiani. Secondo Moratti, l’approccio dell’ex presidente del Milan non può essere accostato alle dinamiche contemporanee, proprio a causa della caratura e del percorso personale del Cavaliere.
Massimo Moratti e Silvio Berlusconi

Le parole di Moratti su Berlusconi

Queste le parole di Massimo Moratti sull'ex presidente del Milan Silvio Berlusconi:
“No, il modo di fare è completamente differente. Lo stile di Berlusconi si distingueva nettamente rispetto a tutti gli altri. Lui operava contemporaneamente su più fronti: l'industria, la politica e lo sport. Proprio per questo motivo, il suo modo di agire era totalmente diverso da quello dei presidenti attuali”.

Moratti sulla scomparsa delle bandiere

L'ex presidente dell'Inter ha parlato anche della scomparsa di bandiere come Paolo Maldini e Javier Zanetti:
"Sicuramente c'è stato un cambiamento. Sono passati molti anni da quando ero in attività io. È evidente che ci siano state delle mutazioni, ma parliamo di un'evoluzione e non di un'involuzione. Il calcio segue semplicemente la direzione in cui va il mondo in questo momento. Oggi i soldi arrivano dai grandi fondi d'investimento. Queste strutture creano meno spirito di squadra, e di conseguenza la figura dell'uomo-bandiera si vede molto di meno".

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