"Serve la figura unica in questo momento, una figura che tolga ogni dubbio sull'unità d'intenti. Pochissime figure: la proprietà, Cardinale, quella è inutile è là e dobbiamo tenerla, Massimo Calvelli, uomo dalle decisioni forti ci auguriamo, non lo conosco, spero dalla personalità forte, dobbiamo augurarci che sia così perché non sarà facile non solo scegliere le figure ma difenderle.
Il fulcro del discorso, però, è legato a Ralf Rangnick. Il Manager tedesco, secondo Pellegatti, sarebbe l'uomo giusto per i rossoneri. Il tedesco, infatti, arriverebbe nelle vesti di direttore dell'area tecnica: a lui le scelte legate ad allenatore e direttore sportivo, oltre che alla gestione (in parte) del settore giovanile rossonero:
"Quindi io mi auguro che scelga Rangnick, Rangnick si porterà con sè l'allenatore. Io non sono così convinto che Rangnick voglia un direttore sportivo, certo gente brava negli scout, nel settore che porta all'acquisizione di giocatori, ma alla fine farà tutto lui, vuole fare tutto lui salvo che l'allenatore".
Un vero e propio cambio repentino. Cardinale, infatti, opterebbe per un modello di manager all'inglese. Una sorta di 'scommessa' che affiderebbe le chiavi della ricostruzione ad un unico uomo: Rangnick. La scelta, ovviamente, ora come ora spetta solamente a Gerry Cardinale.
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