"Una umiliazione". Carlo Pellegatti spara a zero sulle scelte di Amorim e attacca il Milan per l'assenza di un capo del calcio. Il Lecce è già un bivio
Milan-Benfica: Top e Flop rossoneri, le pagelle della partita di San Siro
Prima sconfitta stagionale per il Milan di Ruben Amorim e ovviamente prima serie di critiche pesanti per il Diavolo. I rossoneri giocano male e perdono giustamente contro il Benfica, nel debutto stagionale in Europa League. La squadra ha lasciato il campo tra i fischi dei tifosi a San Siro. Il giornalista Carlo Pellegatti ha parlato così dopo la partita sul suo account 'Instagram':
"Amorim invoca la pazienza, ma la pazienza bisogna meritarsela vedendo un progresso sul piano di gioco, se si vedono formazioni logiche con i campioni. Il turnover a settembre non esiste. Non capisco, pensate l'umiliazione dei giocatori tolti alla fine del primo tempo che si rendono conto che sono stati bocciati. Vedere tanti nostri eccellenti giocatori in panchina, non vedo schemi".
Questo il parere di Pellegatti sul momento del Milan: sono dubbi legittimi quelli del giornalista. Nella ripresa di Lazio-Milan, i rossoneri hanno giocato benissimo e sembrava chiaro che quel Diavolo potesse essere il più vicino alle richieste dell'allenatore portoghese. E invece Amorim ha cambiato ancora formazione, non ricevendo le risposte attese dai calciatori in campo. Serve comunque pazienza e fiducia, altrimenti l'allenatore portoghese non riuscirà mai a trasformare questa squadra nel Milan ideale che ha in testa.
Il caso societario: manca un 'capo del calcio' in casa Milan?
Pellegatti continua con la sua analisi ed entra a gamba tesa sulla dirigenza rossonera:"Il Milan di Amorim si è fermato in amichevole, poi non ho più visto nulla. Ora chi parla con Amorim? Chi lo consiglia? Non c'è nessuno, Cardinale non ha una preparazione calcistica di anni e anni, questa è l'altra preoccupazione. Non vorrei un'altra formazione inspiegabile domenica contro il Lecce".
- Il giornalista qua si riferisce al fatto che nel Milan non ci sia un 'capo del calcio' che faccia da tramite tra campo e società.
- Va detto però che nessuno dovrebbe consigliare l'allenatore: è Amorim a dover scegliere chi gioca e chi resta in panchina prendendosi le responsabilità delle sue scelte.
La preoccupazione è comprensibile e anche la richiesta di inserire in campo i migliori contro il Lecce, ma le scelte finali devono essere in mano ad Amorim, senza intromissioni di altri profili, altrimenti il progetto crollerebbe su se stesso.
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