Noi italiani abbiamo qualcosa in più a livello di fantasia e strategie. Thuram è stato strappato al Milan ed è stato preso con due anni di ritardo, scelse l’Inter per un motivo ben preciso: lui non giocava in attacco ma noi eravamo convinti che potesse fare la punta nel 3-5-2. Parlai con il padre, Lilian, gli spiegai il progetto e mi diede l’ok. Poi si fece male a un ginocchio e abbiamo dovuto ritardare di due anni il suo arrivo, però lo abbiamo preso a parametro zero».
L'omaggio a Braida
—Il panel in questione è stato anche l'occasione per un momento di forte e sincera stima nei confronti di un dirigente che ha fatto la storia nel mondo del calcio: Ausilio ha voluto parlare apertamente di Ariedo Braida, suo punto di riferimento.
«Ho smesso presto di giocare per un infortunio e ho cercato di restare in questo ambiente. Braida è sempre stato il più grande dei riferimenti per me. Ho cominciato come segretario del settore giovanile dell’Inter per arrivare a fare il diesse. Sapevo cosa volevo diventare. Ho fatto per un periodo il vice direttore sportivo e questo mi ha permesso di girare molto e stringere rapporti
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