Nicoló Tresoldi, autore di una splendida doppietta contro l'Inter a San Siro, sognava il Milan: il retroscena raccontato da Francesca Saldi, presidente del Fontanelle
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Ci sono alcune storie nel mondo del calcio che dimostrano come le bocciature iniziali non rappresentano la fine di un sogno. Quella di Nicolò Tresoldi infatti ne è un esempio molto importante. L'attaccante del Club Bruges, reduce dalla straordinaria tripletta realizzata a San Siro contro l'Inter in Champions League, ha vissuto una serata in indimenticabile proprio nello stadio in cui da bambino sognava di giocare, con addosso magari anche la maglia del Milan, squadra che tifa fin da piccolo.
Milan, il retroscena su Tresoldi
A raccontare il percorso del giovane è stata Francesca Saldi presidente dell'A.S.D fontanelle, società nella quale il giocatore è cresciuto a Gubbio. In un'intervista concessa a Fanpage, Saldi ha voluto ripercorrere le emozioni vissute durante la partita andata in scena a San Siro, svelando alcuni retroscena sui primi passi del classe 2004.
La prestazione di Tresoldi contro i nerazzurri ha lasciato il segno non soltanto per i tre gol, ma anche per la freddezza dimostrata durante la partita. Un'emozione molto grande per chi l'ha visto crescere:
«Brividi puri. Gli stavano tirando giù lo stadio dai fischi, sia per la storia della Nazionale sia perché si sa che è milanista. Ho detto a mia sorella: ‘Sarà matto a tirarlo lui il rigore!’. Invece ha preso il pallone con una freddezza incredibile, come un veterano. E al terzo gol mi sono messa a piangere dalla gioia. Realizzare una tripletta a San Siro contro l’Inter era il sogno della vita. Nell’intervista a Sky con Boban sembrava un bambino al parco giochi: cambiava colore ogni dieci secondi per l’emozione, ma aveva un sorriso da orecchia a orecchia».
Dietro la notte magica di pochi giorni fa, però, c'è un percorso fatto anche di alcune delusioni e porte chiuse: prima di sbarcare all'Hannover e proseguire la propria crescita, Tresoldi aveva sostenuto anche diversi provini con Milan, Juventus, Bologna e Fiorentina. L'esito però è stato negativo:
«Ha fatto diversi provini con Milan, Juventus, Bologna e Fiorentina. E tutti quanti gli risposero che non era all’altezza…Gli osservatori dicevano che per i loro settori giovanili non andava bene e suggerivano al padre di portarlo in Serie C. Emanuele (il padre, ndr.) fu sempre chiarissimo e fu la salvezza di Nicolò: ‘Se devo portarlo in Serie C, piuttosto lo tengo al Fontanelle, qui nel suo ambiente, con i suoi amici’. E così Nicolò è rimasto da noi fino a 13 anni e mezzo, prima di trasferirsi all’Hannover».
Per Tresoldi però, la partita contro l'Inter rappresenta una vera e propria consacrazione importante, soprattutto per un ragazzo che, fin da bambino, sognava i colori rossoneri. Una storia fatta di crescita e determinazione, molta forza e rivincita che ad oggi fa parlare anche i tifosi del Milan.
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