Filippo Galli: “Romagnoli fuori? No! Pioli, una mediana a 3 aiuterebbe”

Filippo Galli, ex difensore ed ex dirigente del Milan, ha parlato a 360° dell’attualità in casa rossonera ai microfoni de ‘La Gazzetta dello Sport’

di Daniele Triolo, @danieletriolo
Filippo Galli AC Milan

Milan, le parole di Filippo Galli a ‘La Gazzetta dello Sport’

 

Filippo Galli, difensore del Milan negli anni Ottanta e Novanta e, successivamente, responsabile del Settore Giovanile del club meneghino, ha rilasciato un’intervista in esclusiva ai microfoni de ‘La Gazzetta dello Sport‘ oggi in edicola. Queste le dichiarazioni integrali di Galli.

Sul momento del Milan: “È un momento di difficoltà, su questo non si discute. Ma le ultime cadute non possono cancellare quanto di buono il Milan ha fatto vedere nei mesi scorsi”.

Sui motivi del calo: “Ad un certo punto, nell’opinione comune, il Milan è passato da una categoria all’altra: prima era una squadra che andava oltre le aspettative, poi è diventata una candidata credibile per lo Scudetto. La consapevolezza di essere considerati una pretendente al titolo può aver generato una responsabilità eccessiva nei giocatori. Ricordiamoci che parliamo di una squadra con l’età media bassissima”.

Sul rischio depressione nell’ambiente rossonero: “Sarà fondamentale il lavoro di Stefano Pioli e quello dei ‘saggi’ nello spogliatoio, saranno loro a dover riaccompagnare i più giovani verso la serenità dei mesi passati. Penso a Zlatan Ibrahimović, a Simon Kjær, ma anche ad Alessio Romagnoli: l’età pesa, ma pure il numero di partite giocate con questa maglia”.

Sul momento di crisi di Romagnoli: “Romagnoli non è solo il capitano: ha sempre dato un grande contributo in termini di continuità. Mandarlo in panchina? È una decisione che dovrebbe tenere conto di tutto, non solo del presente”.

Sulla difesa del Milan che soffre le big: “Soffre le situazioni in cui rincorre: quando devi recuperare un vantaggio ti scopri. Prendete il derby. Il gol di Lautaro Martínez dopo 5′ ha creato le condizioni ideali per loro, bravissimi a sviluppare in velocità. Romagnoli è andato in crisi con Romelu Lukaku in campo aperto, sono saltate le marcature preventive e si è trovato in quella situazione”.

Sul ‘Piano B’ di un centrocampo del Milan che sembra in apnea: “Magari Pioli ci ha pensato, ma non è facile cambiare. Devi poter provare, e tra infortuni e impegni ravvicinati al Milan è quasi impossibile. Aspettiamo e stiamo a vedere. Una mediana a 3, forse, può essere una soluzione per avere più controllo. Ma il doppio play ha dato garanzie, qualcuno come Hakan Çalhanoğlu ha fatto la differenza proprio grazie al 4-2-3-1. Il Milan ha il suo stile: anche così ha certificato di poter ambire allo Scudetto”.

Sul titolo ancora possibile: “Il traguardo è quello dichiarato da società ed allenatore, arrivare in Champions League. Ma con uno sguardo allo Scudetto. Chiaro che l’Inter, ora, è la favorita: ha una regolarità incredibile. Ed il derby può fare da propulsore”.

Sull’Europa League: opportunità o fastidio? “Porta via energie, ma il Milan deve avere una dimensione internazionale”.

Sui rinnovi di contratto: “Uno come Gigio Donnarumma sa dove vuole arrivare il Milan e sa anche che una volta tornati su certi palcoscenici c’è bisogno di attori protagonisti”.

Sulla vicenda di Ibra a Sanremo: “Oggi non possiamo più considerare i grandi club solo come squadre di calcio. Sono aziende di intrattenimento. Mandare Ibra a Sanremo significa anche portare il Milan nel mondo. Capisco che i tifosi fatichino ad accettarlo, ma la sostenibilità passa anche da scelte strategiche”.

Sugli allenamenti di Ibra in Riviera in un momento delicato per il Milan: “A lui si può concedere qualche giorno di allenamento a distanza: i compagni sanno che Ibra restituirà tutto in campo, sanno come lavoro. Non penso che saranno contrariati”. Crisi Romagnoli, Maldini individua il sostituto. Vai alla news >>>

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